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L'Antitrust attacca Whatsapp: viola la privacy

 

L'App di messaggistica Whatsapp, finisce sotto l'indagine dell'Antitrust, dopo aver modificato le condizioni contrattuali. Dopo l'istruttoria aperta a settembre dal garante della privacy, anche l'Antitrust ovvero Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, decide di avviare due procedimenti nei confronti del colosso americano acquisito da Facebook nel 2014. La colpa di Whatsapp sarebbe quella di aver ceduto i dati sensibili dei propri utenti a Facebook, che aveva comprato la app di messaggistica nel febbraio del 2014. 

L'Antitrust indaga su presunte violazioni del Codice del Consumo e vuole accertare se la società americana abbia di fatto costretto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini contrattuali, in particolare la condivisione dei propri dati sensibili con Facebook. L'Antitrust ha diffuso una nota in cui ipotizza che WhatsApp abbia presentato le nuove condizioni contrattuali ai propri utenti facendo loro credere, con un messaggio visibile all’apertura dell’applicazione, che sarebbe stato altrimenti impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione medesima. Inoltre l'Autorità garante, indaga su presunte clausole vessatorie riscontrate, ovvero le clausole presenti nei contratti che producono uno squilibrio dei diritti a danno del consumatore. Ne sono un esempio le modifiche unilaterali del contratto da parte della società e la scelta del Foro competente sulle controversie che, a oggi, è stabilito esclusivamente presso Tribunali americani. Inoltre il Codacons, per azione del suo presidente Carlo Rienzi, si dice pronta ad agire. L'associazione annuncia che, se saranno accertati gli illeciti ipotizzati dall'Antitrust, avvierà una class action contro WhatsApp, tesa a far ottenere agli utenti italiani il risarcimento per la lesione dei diritti dei consumatori. Dallo scorso 25 agosto, il giorno in cui ha annunciato l’aggiornamento della propria informativa sulla privacy, WhatsApp è entrata anche sotto l'indagine dell'UE, in particolare della commissione europea, che ha chiesto chiarimenti all’azienda. L'Europa infatti ha richiesto che WhatsApp fermi questa condivisione dei dati fino a che "non vengano assicurate protezioni legali appropriate" per evitare di infrangere la legge sulla protezione dei dati dei cittadini dell'Unione Europea.

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