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Don Graziano, il sacerdote dalla doppia fede: quella per Dio e per la Juventus.

Don Graziano, viceparroco di Ognissanti a Roma, la mia parrocchia, è il sacerdote che nel quartiere è conosciuto per aver acciuffato, qualche mese fa, un rapinatore in fuga da un negozio. Ma soprattutto è famoso per il suo sfrenato tifo Juventino, tanto da essere stato più volte citato nelle dirette Tv e sui giornali. Quando può, praticamente sempre, la Juve la segue in televisione o direttamente allo stadio.

Quando e perché hai deciso di diventare sacerdote?

Non si decide di diventare sacerdote da soli. Quando hai 18 anni Gesù sceglie la tua strada.

Cosa provi quando stai sull’altare?

Sento un senso di piccolezza, rispetto alla maestosità di Dio.

Vedi spesso la tua famiglia?

Purtroppo non la vedo spesso, ma se per molto tempo non riesco ad andare a trovarli giù in Puglia, dove vivono, vengono loro da me qui a Roma.

Come vivi in comunità?

Bene. Si fanno tante cose, alcune belle, altre importanti, altre utili. Ma a volte anche tra noi si litiga, poi però ci chiariamo subito e ci preghiamo su.

Riesci ad avere del tempo libero per te?

Certamente sì. Innanzitutto durante il giorno mi dedico alla preghiera personale e per gli altri, poi seguo l’oratorio e le attività giovanili della parrocchia. Ma a fine giornata trovo sempre il tempo per aggiornarmi sulla Juve, passione che ho sin da piccolo. Abitando a Roma se posso, ma cerco sempre l’occasione, vado allo stadio a tifare direttamente i miei campioni. Proprio per questo qualche volta i giornalisti, come te, mi inquadrano nelle dirette televisive o mi citano nei loro articoli. È difficile incontrare un sacerdote allo stadio, lo so, ma io ci vado anche per testimoniare come sia bello assistere serenamente ad uno spettacolo, senza essere violenti anche quando la propria squadra perde. Comunque alla Juve capita raramente di perdere.

Giulia Salza 9 anni

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