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Boldrini: diamo gli strumenti per un uso consapevole della rete

Martedì 11 aprile all'IIS Leonardo da Vinci in via Cavour si è tenuto un incontro con la Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha trattato l'argomento del ciberbullismo, tematica sulla quale la Camera si è concentrata molto negli ultimi tempi, creando la Carta dei Diritti e dei Doveri di Internet su richiesta di ragazzi, genitori e insegnanti.

Come viene promossa la Carta dei Diritti e dei Doveri di Internet?

Il Ministero dell'Istruzione gira nelle scuole proprio per promuovere questa Carta, per stabilire un contatto con gli insegnanti e i giovani e  per far capire che ci sono dei diritti e dei doveri in internet. L'obiettivo è dare ai ragazzi gli strumenti per un uso consapevole della rete.

 

Qual è il diritto principale e il dovere più importante secondo lei?

Il diritto intanto, dalla parte nostra, è quello di consentire a tutti un accesso alla rete quindi mettere tutti in condizione di poter accedere alla rete o comunque di avere una formazione adeguata. Dopodichè ci sono appunto dei doveri: ognuno deve sapere che quando scrive dei commenti dall'altra parte c'è qualcuno che li riceve. Quindi la libertà di espressione deve essere correlata anche dalla libertà degli altri di essere rispettati, e quindi in questo senso bisogna far capire e promuovere una cultura del rispetto. Ma anche dire ai ragazzi che, ad esempio, i loro dati hanno un valore quindi capire che non è tutto gratis e non è tutto così semplice; c'è chi sulla rete si arricchisce e questo significa che loro devono sapersi proteggere. Dopodichè un altro messaggio che io voglio dare ai giovani sempre è di non subire la violenza. Mai. Né in rete né fuori della rete, e se qualcuno si deve vergognare è il bullo, non chi è messo in condizioni di essere oggetto di violenza.

 

L'importante è che le persone che vengono “bullizzate” sappiano che le istituzioni sono dalla loro parte. 

Assolutamente sì, il Ministero ha fatto tanto sta facendo molto, e noi con la nostra Commissione ci stiamo dando da fare, la polizia postale sta facendo molto. Insomma c'è uno sforzo collegiale, noi abbiamo anche un provvedimento che io mi auguro che possa essere finalizzato quanto prima, ce lo chiedono tanti ragazzi e tanti genitori. È un provvedimento sul cyberbullismo, perché noi non possiamo stare a guardare mentre tutto questo avviene; il legislatore ha il dovere di dare gli strumenti a tutti per sentirsi sicuri e protetti.

 

Come si sviluppa lo spirito critico delle nuove generazioni per non diventare vittime della rete?

Si sviluppa parlando, discutendo, comportandosi, facendo caire che ci sono degli interessi dietro alla rete, che non è tutto così gratis e così meraviglioso. Che sicuramente è un grande spazio di libertà e quella libertà va salvaguardata, dai violenti e da chi vuole speculare su quella libertà. Quindi è giusto dare gli strumenti ai giovani e anche agli insegnanti, perché così possano lavorare insieme. 

La Commissione Internet della Camera ha fatto questa Carta dei Diritti e dei Doveri di Internet, che è stato frutto di un lavoro fatto con i Deputati, con gli esperti, ma anche con la consultazione pubblica online, è uno strumento che può aiutare in questo senso. Quindi noi abbiamo fatto un protocollo col Miur, grazie al quale adesso la Commissione esce da Montecitorio e va nelle scuole di tutta Italia, e questo mi sembra un segnale costruttivo di attenzione a dire che le istituzioni e i giovani possono lavorare insieme per riuscire a fare in modo che questo spazio sia uno spazio che in futuro ci darà sempre nuove opportunità.

 

Lei ha detto che ci si deve sempre immedesimare nell'altro quando si scrive su internet. 

Sì, ci si deve sempre mettere nei panni dell'altro, chiedersi “che cosa farei io se ricevessi tutto questo?”. Perché scrivere cose di getto senza fare una riflessione prima? Perché questo succede? Spesso perché le cose che vengono fatte circolare sono scritte ad arte per inquinare con l'odio la rete. Le bufale, la disinformazione, sono una minaccia, un pericolo per la democrazia, laddove  invece essere informati correttamente è un diritto. Ecco, chi fa invece l'azione contraria lo fa proprio per creare caos, scompiglio e angoscia nella gente, nella popolazione o danneggiare imprese o singoli individui. Quindi è importante che su questo si lavori molto, dare a tutti gli strumenti per difendersi da questo tentativo, di evitare qualsiasi valutazione sulla realtà oggettiva dei fatti. 

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