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Le istituzioni dell'Onu: quali sono e come operano

“Come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute.” – disse in un suo famoso apologo il senatore romano Menenio Agrippa riferendosi al rapporto popolo-senato dell’epoca (I sec a.C.). La sua metafora, tuttavia, è valida ancora oggi per capire il legame, strettissimo, che vi è tra i differenti organi del sistema istituzionale delle Nazioni Unite.

 

Quali sono gli organi delle Nazioni Unite

L’ONU infatti si compone di sei principali “bodies”: l’Assemblea Generale (esamina e discute i rapporti periodici di tutti gli organi dell’Onu), il Consiglio di Sicurezza (garante della pace tra le nazioni), il Consiglio Economico e Sociale (promuove il progresso socio-economico a livello internazionale), il Segretariato (si occupa della parte amministrativa), la Corte Internazionale di Giustizia (esercita una funzione giurisdizionale per quanto concerne l’applicazione e l’interpretazione del diritto internazionale) e infine  il Consiglio per i diritti umani. 

Ciascuno dei primi quattro organi citati ha poi istituito numerose commissioni o tribunali per analizzare al meglio una determinata  area di lavoro; tra queste rientrano le note agenzie FAO, UNICEF, UNESCO. 

 Come operano le istituzioni dell'ONU

Tutti i luoghi di lavoro ONU hanno però una caratteristica in comune: il modus operandi.  

Comunicare all’interno di assemblee così grandi non è semplice in effetti ed è proprio per questo motivo che, all’interno di quasi tutte le istituzioni politiche esistono tre differenti modalità per intervenire durante il dibattito:

 

  • La Speakers’ List: questo è sicuramente il modo più informale per esprimere la posizione del proprio paese circa l’argomento o la risoluzione presi in considerazione dalla commissione poiché ogni delegato deve recarsi vicino al Chair (moderatore del dibattito) e rivolgersi frontalmente all’intera platea. 

 

  • Il Moderated Caucus: questa modalità di dibattito ha la stessa funzione della speakers’ list ma si svolge direttamente dal proprio posto, rendendo quindi il tutto più veloce, rapido e soprattutto pratico. 

 

 

  • L’Unmoderated Caucus: Infine vi è questa terza tipologia di dialogo che senza alcun dubbio la più adatta per formare alleanze con i paesi che hanno posizioni simili alla propria circa la problematica affrontata. A differenza delle precedenti questa si svolge infatti in maniera informale, consentendo ai rappresentanti di muoversi liberamente per l’aula per lavorare insieme sulle idee e i progetti che diverranno poi la base delle future draft resolution. 
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