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Costume e società

Costume e società (4)

Donald Trump giura a Capitol Hill nel giorno più importante per la storia americana, da questo momento è il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. "Questa cerimonia ha un significato molto importante oggi. Non è solo un trasferimento di amministrazione , ma stiamo riportando il potere al popolo. Per troppo tempo un gruppo ristretto di persone ha gestito il governo. La prosperità era per i politici e non per le imprese". 

 

 

“Da oggi una nuova visione governerà gli Stati Uniti - ha esordito Trump, esplicitando le sue intenzioni sull’operato della sua presidenza - Ogni decisione, su commercio, fisco, esteri, ne dovranno beneficiare i lavoratori degli Stati Uniti. Difenderemo gli interessi degli Usa dalla razzia di altre imprese. Questa tutela porterà prosperità e forza e io combatterò con ogni respiro per questo obiettivo, non vi deluderò. Con due regole semplici: assumi americani, compra prodotti americani. Porteremo le persone fuori dalla disoccupazione”. 

“Vogliamo rafforzare le alleanze e porci contro il terrorismo islamico, per sradicarlo dalla faccia della terra - ha continuato il neo presidente - Americani di tutte le città, vicine e lontane, piccole e grandi, da oceano a oceano: non verrete più ignorati. Renderemo questo Paese prospero, sicuro, grande, grandioso”.
Dio benedica voi e gli Stati Uniti d'America, e insieme faremo tornare grande l’America”. Così chiude il suo discorso Donald Trump, ripetendo anche il suo grande motto che lo ha accompagnato per tutta la sua campagna politica. Mentre nello studio ovale Obama lascia una lettera di rito per il suo successore come vuole la consuetudine. Intanto, Washington era segnata dai disordini che in molti avevano preventivato, a seguito di numerosi dimostranti vestiti di nero (i Black Block) la città ha dovuto rafforzare le misure di sicurezza per l’accesso a Capitol Hill con ben 3 passaggi al metal detector.

Dopo l'insediamento a Capitol Hill,  come vuole la tradizione al neo-presidente Donald Trump è toccato aprire le danze al ballo ufficiale al Liberty Ball. Tra sorrisi e un po' di imbarazzo per Trump, che in pista con Melania sulle note di "My way" non si è rivelato gran ballerino. Si chiude così il grande giorno dell’insediamento della nuova amministrazione Americana che per i prossimi 4 anni dovrà risollevare il paese dalle molte proteste che si stanno accumulando per la nomina a presidente degli stati uniti d’America per Donald Trump.

Ipsos Flair, arrivato alla sua settima edizione, è la pubblicazione che espone il punto di vista di Ipsos sulla situazione, il clima e il sentiment del paese.

 

Il volume di quest’anno, che si intitola “Italia 2017: una realtà su misura”, è dedicato all’analisi e alla lettura di un mondo che diventa sempre più complesso e sfuggente, sempre più sfaccettato e individualizzato. Una realtà su misura anche per sottolineare come quest’ultima viene percepita dagli italiani contemporaneamente minacciosa e attraente, indecifrabile e amichevole, terrorizzante e confortante in una costante ambivalenza interpretativa nella quale, sempre più spesso, l’altro e il diverso è vissuto come un nemico.

 

Gli Italiani si trovano intorno alla difficoltà nel governare il loro rapporto con la realtà, una realtà che in particolare vivono come un’aggressione. Aggressione esterna, portato di fattori esogeni o percepiti come tali. Sotto un certo aspetto la globalizzazione, l’Europa, la crisi economica, i flussi migratori provocano reazioni sempre più incattivite difficili da controllare. Ma anche fattori endogeni, primo fra tutti il tema della difficoltà della politica a farsi carico delle sofferenze sociali, commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, che continua: In sostanza è stato questo il segnale mandato dal voto referendario. I ceti più esposti alla crisi, i segmenti del ceto medio che si impoveriscono, le realtà periferiche, hanno votato no.”

 

In questo mondo così complesso e bifronte le persone si ritagliano un pezzo di realtà confortevole, una propria e personale confort zone evitando per quanto possibile che il resto che confligge entri nella propria vita. Per difendersi, per non soccombere ad una società sovracomunicata, disarticolata, gli individui si creano dunque una bolla nella quale accomodarsi. È il fenomeno dell’individualizzazione ma anche dell’omofilia, della ricerca del simile e la negazione del diverso.

In questo nuovo paradigma i soggetti che avevano funzione sociale, come la politica e le rappresentanze intermedie, vengono progressivamente a mancare nelle loro funzioni e autorevolezza. Al contempo le marche, adesso portatrici di valori e vissuto reali anche grazie alle nuove strategie di comunicazione, giocano sempre più un ruolo politico e sociale.

 

“I brand hanno sempre più un ruolo attivo nella società, sono spesso veicoli di valori all’avanguardia, punti di riferimento, ma anche compagni di strada, amici o nemici. Ma con al centro, sempre, la liberazione delle spinte individuali in una realtà non etichettabile. È un percorso di libertà da un lato, ma appunto con il rischio di lacerazione dei legami. Tenere insieme i due aspetti è la sfida”, commenta ancora Nando Pagnoncelli.

Our first round of piloting shocked us into reality.” (“Dopo aver controllato i primi risultati ottenuti dalla nostra indagine siamo rimasti scioccati.”) I ricercatori del gruppo Stanford History Education Stanford della Stanford University sono infatti rimasti impressionati (se non delusi) dalle riposte ottenute nella loro indagine “Evaluting information: the cornerstone of civic online reasoning” (“Saper valutare le informazioni: il fondamento del ragionamento civico online”) che ha coinvolto nell’arco di un anno e mezzo (gennaio 2015-giugno 2016) 7.804 studenti di 12 stati Usa diversi e 3 differenti livelli scolastici: scuole medie, superiori ed università. La maggior parte di loro, stando ai dati della ricerca, non saprebbero riconoscere una notizia vera da una falsa. 

Tra i più giovani, a cui è stato chiesto di identificare un “native advertising” tra quelli contenuti all’interno del sito web slate.com, solo il 20% ha notato la dicitura “sponsored content” sul banner che evidentemente al restante 80% deve esser sembrato un approfondito articolo riguardante le donne ed il loro rapporto con la tecnologia.

Per ingannare i liceali invece è bastato aggiungere la scritta “I fiori nucleari di Fukushima” ad una foto di alcune margherite deformi (immagine fittiziamente scaricata dal sito Imgur) perché il 40% di loro considerasse il post una forte testimonianza degli effetti radioattivi legati al disastro della centrale nucleare avvenuto nella città giapponese l’11 Marzo 2011.

Gli universitari si sono infine confrontati con la “prova Twitter” che prevedeva l’analisi del seguente “cinguettio” dell’organizzazione di difesa liberale MoveOn.org: “New polling shows the @NRA is out of touch with gun owners and their own members.” (“Un nuovo sondaggio mostra che la NRA (National Rifle Association – organizzazione che tutela il diritto di tenere e portare armi) non è informata sui possessori di armi ed i propri membri.”) al quale era annesso un grafico elaborato dalla CAP (Center for American Profress – altra organizzazione di difesa liberale) che dichiarava “Two out of three gun owners say they would be more likely to vote for a candidate who supported background checks.” (“Tra i possessori di armi due su tre vorrebbero votare per un candidato favorevole ai controlli dei precedenti penali”). Tuttavia tra tutti gli intervistati solo il 25% ha evidenziato il forte interesse di entrambe le organizzazioni di difesa liberale nel pubblicare quei dati, il restante 75% ha considerato la fonte d’informazione fortemente attendibile.

Sono numeri sconcertati che spiegano tuttavia l’effetto virale delle bufale durante la campagna referendaria recentemente conclusasi (link a mio articolo), che motivano ancor più fortemente la scelta dell’ Oxford Dictionnaries di eleggere “post-truth” a parola dell’anno 2016 (link ad articolo di Silvia) ma che soprattutto ci spingeranno a chiederci se ciò che stiamo leggendo è vero o se sta svolgendo una funzione manipolatrice su di noi, se possiamo fidarci di quella determinata fonte d’informazione o se è necessario andare più in profondità, in altre parole a sviluppare di fatto il pensiero critico.

 

 

La rivoluzione dell'informatica e della scuola

 

La parola “rivoluzione” implica sempre, in maniera forte e incisiva, un cambiamento culturale, sociale e politico in cui la vita di una collettività o di un solo individuo-consumatore si modifica e si trasforma.

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