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Costume e società

Costume e società (6)

Al via il mese europeo della cyber-security. La Commissione Europea annuncia la creazione di un’Agenzia europea per la protezione degli utenti europei 


Al via lo European Cyber Security Month, campagna europea di sensibilizzazione sul tema della cyber-security, promossa dall’ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza delle informazione e della rete). Un mese ricco di eventi dedicati alla promozione e al potenziamento della cyber-security che coinvolgeranno pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini in tutti i Paesi membri dell’Ue.

I crimini informatici sono in aumento

Oltre 2 miliardi di dati e informazioni sottratti e divulgati attraverso la Rete. Questo è quanto emerge dal rapporto “2017 Internet organised crime threat assessment” (Iocta) dell’Europol sul cyber-crime in Europa. Secondo il rapporto la maggior parte degli attacchi informatici sono stati fatti attraverso ransomware e DDoS (Distributed Denial of Service), con un aumento del 750% rispetto al 2015. La Gran Bretagna, con il 9,5% sul totale degli attacchi avvenuti in Rete, è il paese più colpito dal cyber-crime in Europa, con il più alto numero di frodi fiscali online. La nazione più colpita dai malware bancari è invece la Germania, mentre l’Italia è il secondo paese europeo, dopo la Francia, per malware rilevati e il quarto per numero di bot e clic degli utenti sugli indirizzi malevoli. In Italia il costo rappresentato dal cyber-crime è di 6,73 milioni di dollari (dati Europol).

Un’Agenzia Ue per la cyber-security

Il 1 ottobre, giorno d’apertura della campagna europea contro il cyber-crime, Jean-Claude Juncker ha tenuto un discorso al Parlamento Europeo sullo stato dell’Ue. Durante il discorso ha affrontato il tema della cyber-security, ribadendo le misure prese nei tre anni di presidenza della Commissione Europea per preservare la sicurezza degli utenti europei. Juncker ha inoltre annunciato un pacchetto di norme per rafforzare la cyber-security in Europa, che comprendono la creazione di un’Agenzia Ue per la cyber-security, intesa ad assistere i vari Paesi europei in caso di attacchi informatici, e un nuovo sistema europeo di certificazione volto a garantire la sicurezza dei prodotti e dei servizi offerti dal Web.

L’Italia aumenta la sicurezza

Rappresentanti del mondo delle istituzioni, dell’impresa e della ricerca si confronteranno per fare il punto della situazione sul programma nazionale per la cyber-security, approvato a febbraio di quest’anno dal Comitato interministeriale per la sicurezza in Italia (Ministero dell’Interno), anche se finora mai attuato.  Si tratta di una serie di interventi che nelle intenzioni del Governo determineranno un salto di qualità nella capacità di risposta del Paese, sia sotto l’aspetto della prevenzione che sotto quello della gestione degli eventuali attacchi informatici. Su questo tema è dedicata l’edizione 2017 del “Cyber-security 360 Summit”, evento europeo organizzato da Digital 360, il più grande network in Italia di testate, portali, app ed eventi dedicati alla trasformazione digitale e all’innovazione imprenditoriale, che si terrà il prossimo 14 novembre a Roma presso il Centro Roma Eventi. 

“Come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute.” – disse in un suo famoso apologo il senatore romano Menenio Agrippa riferendosi al rapporto popolo-senato dell’epoca (I sec a.C.). La sua metafora, tuttavia, è valida ancora oggi per capire il legame, strettissimo, che vi è tra i differenti organi del sistema istituzionale delle Nazioni Unite.

 

Quali sono gli organi delle Nazioni Unite

L’ONU infatti si compone di sei principali “bodies”: l’Assemblea Generale (esamina e discute i rapporti periodici di tutti gli organi dell’Onu), il Consiglio di Sicurezza (garante della pace tra le nazioni), il Consiglio Economico e Sociale (promuove il progresso socio-economico a livello internazionale), il Segretariato (si occupa della parte amministrativa), la Corte Internazionale di Giustizia (esercita una funzione giurisdizionale per quanto concerne l’applicazione e l’interpretazione del diritto internazionale) e infine  il Consiglio per i diritti umani. 

Ciascuno dei primi quattro organi citati ha poi istituito numerose commissioni o tribunali per analizzare al meglio una determinata  area di lavoro; tra queste rientrano le note agenzie FAO, UNICEF, UNESCO. 

 Come operano le istituzioni dell'ONU

Tutti i luoghi di lavoro ONU hanno però una caratteristica in comune: il modus operandi.  

Comunicare all’interno di assemblee così grandi non è semplice in effetti ed è proprio per questo motivo che, all’interno di quasi tutte le istituzioni politiche esistono tre differenti modalità per intervenire durante il dibattito:

 

  • La Speakers’ List: questo è sicuramente il modo più informale per esprimere la posizione del proprio paese circa l’argomento o la risoluzione presi in considerazione dalla commissione poiché ogni delegato deve recarsi vicino al Chair (moderatore del dibattito) e rivolgersi frontalmente all’intera platea. 

 

  • Il Moderated Caucus: questa modalità di dibattito ha la stessa funzione della speakers’ list ma si svolge direttamente dal proprio posto, rendendo quindi il tutto più veloce, rapido e soprattutto pratico. 

 

 

  • L’Unmoderated Caucus: Infine vi è questa terza tipologia di dialogo che senza alcun dubbio la più adatta per formare alleanze con i paesi che hanno posizioni simili alla propria circa la problematica affrontata. A differenza delle precedenti questa si svolge infatti in maniera informale, consentendo ai rappresentanti di muoversi liberamente per l’aula per lavorare insieme sulle idee e i progetti che diverranno poi la base delle future draft resolution. 

Donald Trump giura a Capitol Hill nel giorno più importante per la storia americana, da questo momento è il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. "Questa cerimonia ha un significato molto importante oggi. Non è solo un trasferimento di amministrazione , ma stiamo riportando il potere al popolo. Per troppo tempo un gruppo ristretto di persone ha gestito il governo. La prosperità era per i politici e non per le imprese". 

 

 

“Da oggi una nuova visione governerà gli Stati Uniti - ha esordito Trump, esplicitando le sue intenzioni sull’operato della sua presidenza - Ogni decisione, su commercio, fisco, esteri, ne dovranno beneficiare i lavoratori degli Stati Uniti. Difenderemo gli interessi degli Usa dalla razzia di altre imprese. Questa tutela porterà prosperità e forza e io combatterò con ogni respiro per questo obiettivo, non vi deluderò. Con due regole semplici: assumi americani, compra prodotti americani. Porteremo le persone fuori dalla disoccupazione”. 

“Vogliamo rafforzare le alleanze e porci contro il terrorismo islamico, per sradicarlo dalla faccia della terra - ha continuato il neo presidente - Americani di tutte le città, vicine e lontane, piccole e grandi, da oceano a oceano: non verrete più ignorati. Renderemo questo Paese prospero, sicuro, grande, grandioso”.
Dio benedica voi e gli Stati Uniti d'America, e insieme faremo tornare grande l’America”. Così chiude il suo discorso Donald Trump, ripetendo anche il suo grande motto che lo ha accompagnato per tutta la sua campagna politica. Mentre nello studio ovale Obama lascia una lettera di rito per il suo successore come vuole la consuetudine. Intanto, Washington era segnata dai disordini che in molti avevano preventivato, a seguito di numerosi dimostranti vestiti di nero (i Black Block) la città ha dovuto rafforzare le misure di sicurezza per l’accesso a Capitol Hill con ben 3 passaggi al metal detector.

Dopo l'insediamento a Capitol Hill,  come vuole la tradizione al neo-presidente Donald Trump è toccato aprire le danze al ballo ufficiale al Liberty Ball. Tra sorrisi e un po' di imbarazzo per Trump, che in pista con Melania sulle note di "My way" non si è rivelato gran ballerino. Si chiude così il grande giorno dell’insediamento della nuova amministrazione Americana che per i prossimi 4 anni dovrà risollevare il paese dalle molte proteste che si stanno accumulando per la nomina a presidente degli stati uniti d’America per Donald Trump.

Ipsos Flair, arrivato alla sua settima edizione, è la pubblicazione che espone il punto di vista di Ipsos sulla situazione, il clima e il sentiment del paese.

 

Il volume di quest’anno, che si intitola “Italia 2017: una realtà su misura”, è dedicato all’analisi e alla lettura di un mondo che diventa sempre più complesso e sfuggente, sempre più sfaccettato e individualizzato. Una realtà su misura anche per sottolineare come quest’ultima viene percepita dagli italiani contemporaneamente minacciosa e attraente, indecifrabile e amichevole, terrorizzante e confortante in una costante ambivalenza interpretativa nella quale, sempre più spesso, l’altro e il diverso è vissuto come un nemico.

 

Gli Italiani si trovano intorno alla difficoltà nel governare il loro rapporto con la realtà, una realtà che in particolare vivono come un’aggressione. Aggressione esterna, portato di fattori esogeni o percepiti come tali. Sotto un certo aspetto la globalizzazione, l’Europa, la crisi economica, i flussi migratori provocano reazioni sempre più incattivite difficili da controllare. Ma anche fattori endogeni, primo fra tutti il tema della difficoltà della politica a farsi carico delle sofferenze sociali, commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, che continua: In sostanza è stato questo il segnale mandato dal voto referendario. I ceti più esposti alla crisi, i segmenti del ceto medio che si impoveriscono, le realtà periferiche, hanno votato no.”

 

In questo mondo così complesso e bifronte le persone si ritagliano un pezzo di realtà confortevole, una propria e personale confort zone evitando per quanto possibile che il resto che confligge entri nella propria vita. Per difendersi, per non soccombere ad una società sovracomunicata, disarticolata, gli individui si creano dunque una bolla nella quale accomodarsi. È il fenomeno dell’individualizzazione ma anche dell’omofilia, della ricerca del simile e la negazione del diverso.

In questo nuovo paradigma i soggetti che avevano funzione sociale, come la politica e le rappresentanze intermedie, vengono progressivamente a mancare nelle loro funzioni e autorevolezza. Al contempo le marche, adesso portatrici di valori e vissuto reali anche grazie alle nuove strategie di comunicazione, giocano sempre più un ruolo politico e sociale.

 

“I brand hanno sempre più un ruolo attivo nella società, sono spesso veicoli di valori all’avanguardia, punti di riferimento, ma anche compagni di strada, amici o nemici. Ma con al centro, sempre, la liberazione delle spinte individuali in una realtà non etichettabile. È un percorso di libertà da un lato, ma appunto con il rischio di lacerazione dei legami. Tenere insieme i due aspetti è la sfida”, commenta ancora Nando Pagnoncelli.

Our first round of piloting shocked us into reality.” (“Dopo aver controllato i primi risultati ottenuti dalla nostra indagine siamo rimasti scioccati.”) I ricercatori del gruppo Stanford History Education Stanford della Stanford University sono infatti rimasti impressionati (se non delusi) dalle riposte ottenute nella loro indagine “Evaluting information: the cornerstone of civic online reasoning” (“Saper valutare le informazioni: il fondamento del ragionamento civico online”) che ha coinvolto nell’arco di un anno e mezzo (gennaio 2015-giugno 2016) 7.804 studenti di 12 stati Usa diversi e 3 differenti livelli scolastici: scuole medie, superiori ed università. La maggior parte di loro, stando ai dati della ricerca, non saprebbero riconoscere una notizia vera da una falsa. 

Tra i più giovani, a cui è stato chiesto di identificare un “native advertising” tra quelli contenuti all’interno del sito web slate.com, solo il 20% ha notato la dicitura “sponsored content” sul banner che evidentemente al restante 80% deve esser sembrato un approfondito articolo riguardante le donne ed il loro rapporto con la tecnologia.

Per ingannare i liceali invece è bastato aggiungere la scritta “I fiori nucleari di Fukushima” ad una foto di alcune margherite deformi (immagine fittiziamente scaricata dal sito Imgur) perché il 40% di loro considerasse il post una forte testimonianza degli effetti radioattivi legati al disastro della centrale nucleare avvenuto nella città giapponese l’11 Marzo 2011.

Gli universitari si sono infine confrontati con la “prova Twitter” che prevedeva l’analisi del seguente “cinguettio” dell’organizzazione di difesa liberale MoveOn.org: “New polling shows the @NRA is out of touch with gun owners and their own members.” (“Un nuovo sondaggio mostra che la NRA (National Rifle Association – organizzazione che tutela il diritto di tenere e portare armi) non è informata sui possessori di armi ed i propri membri.”) al quale era annesso un grafico elaborato dalla CAP (Center for American Profress – altra organizzazione di difesa liberale) che dichiarava “Two out of three gun owners say they would be more likely to vote for a candidate who supported background checks.” (“Tra i possessori di armi due su tre vorrebbero votare per un candidato favorevole ai controlli dei precedenti penali”). Tuttavia tra tutti gli intervistati solo il 25% ha evidenziato il forte interesse di entrambe le organizzazioni di difesa liberale nel pubblicare quei dati, il restante 75% ha considerato la fonte d’informazione fortemente attendibile.

Sono numeri sconcertati che spiegano tuttavia l’effetto virale delle bufale durante la campagna referendaria recentemente conclusasi (link a mio articolo), che motivano ancor più fortemente la scelta dell’ Oxford Dictionnaries di eleggere “post-truth” a parola dell’anno 2016 (link ad articolo di Silvia) ma che soprattutto ci spingeranno a chiederci se ciò che stiamo leggendo è vero o se sta svolgendo una funzione manipolatrice su di noi, se possiamo fidarci di quella determinata fonte d’informazione o se è necessario andare più in profondità, in altre parole a sviluppare di fatto il pensiero critico.

 

 

La rivoluzione dell'informatica e della scuola

 

La parola “rivoluzione” implica sempre, in maniera forte e incisiva, un cambiamento culturale, sociale e politico in cui la vita di una collettività o di un solo individuo-consumatore si modifica e si trasforma.

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