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Tecnologia (25)

Il 16 giugno alle ore 9:00, presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati (RM) in Piazza Marconi 6, al via WIRE16, Workshop Impresa, Ricerca ed Economia. La manifestazione è promossa dalla Commissione Europea e organizzata da Frascati Scienza in stretta collaborazione con il Comune di Frascati, ESA -ESRIN e gli Enti di Ricerca del territorio.

L'iniziativa, che è parte degli eventi lancio della Notte Europea dei Ricercatori 2016, ha lo scopo di riunire imprenditori, finanziatori e ricercatori che disporranno di 5 minuti per presentare il loro progetto. Ciascuna proposta è stata valutata da un comitato scientifico composto da professionisti nei diversi ambiti dell'innovazione, della ricerca, della finanza e della comunicazione scientifica.



Dei 60 progetti proposti e caricati sul sito di #WIRE16 in poco meno di un mese, il comitato scientifico ha valutato e selezionato 24 idee per altrettanti relatori che si "sfideranno" nell'arco della giornata a colpi di comunicazione scientifica. Verranno presentate tavolette grafiche 3D, serre computerizzate, sistemi per il monitoraggio e l'analisi in tempo reale delle prestazioni atletiche dei calciatori; inoltre tutori ortopedici stampati in 3D, microbilance a cristalli di quarzo, sistemi di allerta rapida da terremoto e acceleratori di particelle compatti, economici e performanti. Non mancheranno progetti legati alla domotica, al risparmio energetico e all'intelligenza artificiale.

Grazie al supporto dell'ESA-ESRIN saranno assegnati tre premi per:

Premio migliore idea: 2000 euro
Premio innovazione: 1500 euro
Premio miglior comunicatore: 1500 euro

"Quest'anno l'evento si inserisce all'interno della più ampia iniziativa "Lazio Pulse", spiega Giovanni Mazzitelli, Presidente di Frascati Scienza. Ci siamo uniti per sostenere la crescita economica locale attraverso lo sviluppo di un ecosistema basato sul concetto dell'Open e Social Innovation, valorizzando le risorse esistenti e creandole di nuove, attraverso i dati della Scienza. Un progetto ambizioso che per la prima volta vede la partecipazione di tutti gli attori scientifici, le istituzioni e molte piccole, medie e grandi imprese, il cui scopo è creare opportunità per il territorio e lavoro per i giovani in un settore competitivo ed innovativo come quello dell'ICT".

"WIRE16 è alla sua seconda edizione e si sta strutturando come un evento territoriale di fondamentale importanza che consente di testare possibili nuove idee e iniziative di carattere scientifico, facendo incontrare aziende o enti, interessati a finanziare tali progettualità - dichiara il Sindaco di Frascati, Alessandro Spalletta -. La nostra area, che ha una forte presenza di laboratori scientifici, può fare sistema con le aziende e gli imprenditori e avviare collaborazioni importanti che facciano crescere il nostro territorio sotto tutti i punti di vista. Per questo ringrazio l'Associazione Frascati Scienza che sta concretamente lavorando ad un modello di sviluppo alternativo, che sta ottenendo l'attenzione anche di importanti enti sovraterritoriali, attraverso uno strumento fortemente innovativo come WIRE16".

"Il progetto rappresenta una preziosa opportunità di innovare attraverso la condivisione di idee originali, applicate a open data, trasformandole in servizi a valore aggiunto per la società e per il business. L'accesso a grandi quantità di dati apre scenari e collaborazioni altrimenti impensabili", dichiara Pierre-Philippe Mathieu, Earth Observation Data Scientist Applications & Future Technologies Department, ESA.

La partecipazione al workshop è gratuita. Per prenotare il posto è sufficiente compilare il form di iscrizione su  HYPERLINK "http://wire16.frascatiscienza.it/"wire16.frascatiscienza.it

Sono partner e organizzatori della manifestazione ASI, CNR, ENEA, INAF, INFN, INGV, ISS, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", Università degli Studi di Roma Tre, Università Telematica Internazionale Uninettuno, AISCRIS, BCC Banca di Frascati, Engineering Ingegneria Informatica SPA, Telecom Italia SPA, ELIS, Fondazione Economia Tor Vergata, Fondazione Italia Camp, InTech, Native, Associazione PIIU, Science4Biz.

A Santiago del Cile sono cominciati pochi giorni fa i lavori di restyling dell’attuale metropolitana della capitale cilena, la prima per estensione nell’America Latina dopo quella di Città del Messico, che entro il 2018 sarà alimentata per il 60% da energia rinnovabile (42% da fotovoltaico e il restante 18% da energia eolica).

Durante la presentazione del progetto, il primo ministro cileno Michelle Bachelet ha dichiarato «Oltre 2 milioni e mezzo di cileni usano la metropolitana ogni giorno. Potranno così viaggiare con un mezzo di trasporto che pensa al bene del pianeta, che riduce il nostro impatto sull’ambiente e che renderà possibile un futuro più sostenibile per tutti» e ha aggiunto «Il progetto rappresenta un passo importante verso il futuro verde del Cile e verso gli obiettivi della Conferenza di Parigi». 

Per alimentare la nuova linea metro della capitale cilena sarà realizzato entro il 2017 un impianto fotovoltaico da 100 megawatt, “El Pellicano”, nella regione di Atacama, nel nord del paese, la zona più assolata del pianeta. Tom Werner, Ceo di SunPower, azienda californiana che realizzerà i lavori, ha affermato che si tratta di un’opera “apripista”. «La tecnologia fotovoltaica ha costi sempre più accessibili, e nelle grandi città la gente è via via più sensibile alla qualità dell’aria» ha affermato Werner «L’auspicio è che, presto, altre capitali faranno lo stesso.» (da sociale.corriere.it).

Finora il progetto della metropolitana cilena rappresenta tuttavia un unicum mondiale anche se treni “rinnovabili” di questo tipo sono in progettazione anche in Germania, Olanda e India. Gli impianti eolici che copriranno il 18% del fabbisogno energetico della linea metro saranno realizzati dall’azienda spagnola Elecnor, e andranno a costituire un parco eolico da 185 megawatt, il “San Juan Eolic Park”, non lontano da Santiago.

Con questi nuovi progetti il Cile la percentuale di energie rinnovabili arriverà a sfiorare l’80%, che favoriranno una riduzione di circa 130.000 tonnellate di CO2 all’anno. In questi anni l’industria solare nel paese ha avuto un forte incremento tanto da fornire energia elettrica quasi a costo zero. Nel 2016, secondo dati forniti da Bloomberg, multinazionale statunitense operativa nel settore dei mass media, il prezzo dell'elettricità ha raggiunto lo “zero” per 113 giorni fino ad aprile, in linea con lo scorso anno, in cui il prezzo “zero” era stato raggiunto per 192 giorni.

Già da qualche anno il Cile ha deciso di aumentare considerevolmente gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili e auspica a coprire il 70% del fabbisogno energetico con fonti non fossili entro il 2050.

 

 

 

Lecco diventa elettrica in occasione di Bike UP, il primo evento europeo dedicato esclusivamente al settore delle biciclette a pedalata assistita, in programma a Lecco dal 20 al 22, esposizioni di aziende del settore e-bike e del turismo in bicicletta, test ride, e-bike tour guidati, una street competition di e-bike nel centro storico, e poi ancora attività per i più piccoli e conferenze dedicate al settore e al cicloturismo. Giunto alla sua terza edizione BikeUP è un evento istituzionale del Comune di Lecco e organizzato da LAB.C - azienda con sede a Monza che si occupa a 360° di mobilità elettrica. Il festival è un’occasione unica per appassionati, sportivi e famiglie per “toccare con mano” attraverso test ride e prove cosa significhi utilizzare una bicicletta a pedalata assistita: due diversi tracciati (urban e mountain bike) dove poter provare tutti i modelli di e-bike presenti all’esposizione anche accompagnati da una guida esperta (e-bike tour - e-powered by Bosch - sabato e domenica dalle 11 del mattino con partenze ogni ora).

Dopo il taglio del nastro e l’electric riding delle autorità (11.30 con partenza da Piazza XX Settembre) la giornata di venerdì sarà focalizzata su momenti di approfondimento con interventi riguardanti il mercato del settore e-bike, il ruolo della mobilità nelle smart cities, l’uso delle e-bike nella logistica urbana e la percezione delle bici elettriche da parte dei motociclisti (incontro BikeUP your life ore 12.00), lo stato dell’arte dei sistemi di assistenza (ore 14.30), la tematica del furto (ore 16.00) e le opportunità del settore per l’alta artigianalità italiana a cura di Confartigianato Imprese Lecco (ore 17.30). Una giornata insomma all’insegna della cultura della mobilità evoluta attraverso le bici elettriche.

Sabato 21 maggio: UPHill la e-competition “ad alta tensione” e le conferenze sul turismo in bicicletta UPHill. Dedicata a un pubblico giovane e vero cuore del festival, sabato 21 maggio si svolgerà UPhill, la prima street competition dedicata a mountain bike street legal, ossia omologate per la libera circolazione su strada. In un contesto urbano quale il centro storico di Lecco, batterie di e-riders si sfideranno “all’ultima salita”, affrontando salite, scale e ostacoli, e ribaltando la dinamicità delle gare in discesa, senza mai perderne la spettacolarità e il forte coinvolgimento. Una gara emozionante, in grado di unire la spettacolarità del supercross e del downhill con i principi di uno sviluppo sostenibile. Il format della gara prevede partenze “Le Mans”, run in cui si affronteranno 4 atleti contemporaneamente e sfide suddivise in due categorie: front suspended (mtb con forcella anteriore ammortizzata) e full suspended (mtb ammortizzate sia anteriormente che posteriormente). Dopo le qualificazioni nel pomeriggio, la gara si svolgerà nella prima serata, per poi procedere alla premiazione durante la festa e il dj.

 

Con l’obiettivo di coinvolgere i più piccoli e avvicinare i grandi, durante la giornata di domenica 22 maggio alle famiglie sarà dedicata l’iniziativa StriderUP. I bambini potranno così imparare i principi dell’equilibrio e dello spostamento del corpo giocando con le balance bike, le biciclette senza pedali, o apprendere le basi dell’educazione stradale attraverso mini corsi in grado di unire l’insegnamento al divertimento. Al termine della gimkana, i giovani bikers che supereranno la prova con successo riceveranno la Ciclopatente, documento che rientra nel progetto di prevenzione ed educazione stradale promosso dall’associazione Giretto.

Si è svolta a Roma dal 13 al 15 maggio il Roma Drone Expo&Show, la manifestazione annuale degli appassionati di droni, arrivata quest’anno alla sua terza edizione. Tenutasi presso l’aeroporto dell’Urbe, su uno spazio di 1000 metri quadri, ha visto l’esposizione di oltre 25 marchi famosi nella costruzione di droni, la partecipazione dell’Esercito Italiano e l’esposizione del PREDATOR RQ-1 One Alpha Plus della Aeronautica Militare, il velivolo militare da ricognizione usato in moltissime missioni all’estero. Il PREDATOR RQ-1 è un velivolo capace di raggiungere una quota di 25mila piedi (circa 7,6 km da terra), dove può monitorare la zona grazie ai suoi sensori termici e notturni che gli permettono di avere un range di azione di ben 3 km. L'aeromobile fornisce informazioni alle squadre impegnate a terra durante la missione, guadagnandosi il nomignolo di “Angelo dei cieli”. 

Un'altra novità è il drone a pilotaggio remoto in dotazione della Croce Rossa Italiana, un drone che è stato sviluppato in collaborazione con l’azienda DVI che sviluppa sistemi a controllo remoto a distanza. Il progetto di utilizzo di SAPR (Sistema Aeromobili a Pilotaggio Remoto) nasce come una valida alternativa all’uso di personale a bordo di eli-velivoli in situazioni di crisi e che potrebbero mettere a repentaglio la vita dell’intero equipaggio di bordo, cercando quindi di limitare le perdite umane usando tecnologie come il pilotaggio remoto. I mezzi sono capaci di arrivare nella zona interessata senza mettere in pericolo l’ambiente circostante, come le ricerche da terra durante un terremoto, e per questo possono spingersi in zone molto critiche. Il loro principale scopo è analizzare l’ambiente a rischio e fornire informazioni valide all’operatore che, con un sistema in FPV (ovvero di visuale in prima persona), riesce a vedere in tempo reale la situazione in quel momento. Secondo la Croce Rossa, questo sistema troverà un largo uso nelle prossime situazioni di crisi e si pensa che grazie a questo progetto il salvataggio delle vite umane possa essere più veloce e mirato senza mettere a rischio la sicurezza degli operatori. 

Durante la fiera si sono svolte moltissime dimostrazioni dei velivoli presenti. La più interessante è stata la dimostrazione del sistema di sorveglianza dell’Esercito denominato UAV RAVEN RQ 11 C DDL, il quale grazie alle sue dimensioni ridotte (140x92 cm) e al solo peso di 2,5 kg è possibile trasportare nelle zone di missione a terra e far decollare con semplici comandi manuali (il lancio avviene tramite spinta del militare), rendendo possibile la mappatura dell’area circostante, fornendo valide informazioni ai militari per operare a terra.

L’azienda produttrice FlyTop ha presentato la sua gamma di droni professionali per uso civile e cine-fotografico, tra cui il FlyBit, che con il suo telaio in fibra di carbonio e una capacità di carico di 6Kg è capace di trasportare in volo una cinepresa da cinema come la RedEpik 4K, per realizzare riprese aeree. Altra novità nel parco rotori di FlyTop è FlySecure, che andrà in dotazione alla Polizia di Stato ha realizzato in poliuretano espanso ad alta densità, un materiale molto leggero capace di resistere anche a situazioni metereologiche avverse. Sarà il primo drone della Polizia di Stato che sta già effettuando i primi test per poi immetterlo in servizio per l’inizio 2017 con il progetto Strade Sicure: un progetto nato in collaborazione con il Comune di Roma per monitorare il traffico in tempo reale grazie alla sua telecamera a 360 gradi e capace di fornire assistenza medica, contattando il 118, in caso di incidente. Potrà, inoltre, segnalare la posizione di eventuali situazioni di crisi sul territorio di Roma. Essendo un drone al di sopra dei 300gr di peso la sua particolare funzione sarà quella di operare solo sul GRA di Roma per non mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini in caso di malfunzionamento.

  

La fiera dei droni ha riservato sorpresa anche sul lato Micro-Drones, dove la società Virtual Robotix ha presentato moltissimi droni al di sotto dei 300gr, che godono di particolari vantaggi dal punto di vista burocratico, dal drone 'giornalista' a quello amatoriale.

Guarda la fotogallery completa sulla pagina Facebook di eTutorWeb.

 

Qualche tempo fa, a Belgrado, è successo il finimondo perchè durante la partita Serbia-Albania un drone ha sorvolato il campo sventolando la bandiera dell'Albania; durante una gara di slalom speciale a Madonna di Campiglio, invece, un drone che faceva le riprese si è frantumato a pochi centimetri dallo sciatore austriaco Marcel Hirscher creando panico in pista. Ma che cos'è un drone?

Un multirotore, più comunemente chiamato drone, è un velivolo radiocomandato che può avere 3, 4, 6 o 8 eliche e può essere usato per molti scopi. I principali sono

- Sicurezza: i droni sono utilizzati sempre più spesso in ambito militare e nelle forze di polizia per monitorare città o addirittura bombardare obiettivi.

- Riprese: la maggior parte dei droni sono usati per produrre documentari o addirittura film per la fluidità delle riprese e il prezzo relativamente basso (basti pensare a quanto costa solo far alzare un elicottero per delle riprese aeree). I droni per le riprese possono essere amatoriali come il cheerson cx-20, circa 200 euro, semiprofessionali, come il dji phantom 3 standard sui 700-800 euro o professionali come il matrice 100 che costa 3600 euro.Ovviamente più costa il quadricottero più funzioni ci sono: GPS, gimbal (un motore che bilancia la telecamera in base ai movimenti del drone), qualità delle eliche, autonomia della batteria e soprattutto quantità di peso che può portare. Anche il phantom 3 standard che costa 750 euro monta una action camera che ha i suoi difetti. Per avere dei filmati spettacolari come questo che è in 4k ultra hd 30 fps, ovviamente bisogna spendere molto di più per esacotteri come l's900 della dji che può addirittura montare una reflex coma la panasonic gh4.

- Divertimento: molti appassionati assemblano i propri droni e li fanno gareggiare in circuiti come si può vedere in questo video: sembra un videogioco! I piloti indossano degli occhiali speciali che sono connessi alla microcamera posta sul drone e lo pilotano come se fossero lì sopra: si chiama FPV, first person view.

- Agricoltura: molte società agricole sfruttano i droni per monitorare i campi e capire quali piante sono in stato di salute e quali si stanno essiccando grazie a sensori infrarossi e immagini ad alta risoluzione.

L'unica pecca dei droni, però è l'autonomia della batteria: anche i più professionali volano al massimo per 25 minuti, per non parlare di quelli amatoriali in cui il tempo di volo si aggira intorno agli 8-10 minuti. Ovviamente tutti i multicotteri hanno delle regole che devono essere rispettate come quelle dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC). Sì, sì, lo so che a questo punto volete vedere il video del drone caduto vicino allo sciatore, eccolo qui. Siccome ormai i multicotteri si stanno diffondendo velocissimamente e si prevede che per il 2030 tutti avranno un drone come ora hanno tutti uno smartphone, in questi anni si cominciano a vedere conferenze, eventi per gare in cui si riuniscono le migliori squadre di piloti come il world drone prix di Dubai che c'è stato nel marzo 2016 o il Roma drone expo&show che ci sarà il weekend del 14 e 15 di maggio 2016: saremo li per voi e vi racconteremo tutte le novità!

Alessandro Baccaro

 

Ventisette satelliti orbitano intorno all’asse terrestre a una latitudine di 56° Nord e una persona che si trova nel traffico mattutino della sua città, apre l’app TomTom per la navigazione e in meno di 20 secondi gli vengono fornite precise indicazioni sulla strada da seguire e le eventuali code per traffico intenso. Tutto questo è già possibile grazie al NAVSTAR GPS, il servizio di navigazione satellitare americano, che è comunemente chiamato “Global Position System” o semplicemente GPS. Il progetto Galileo nasce nel 2010 presso le Agenzie spaziali di ESA e ASI (European Space Agency e Agenzia Spaziale Italiana), e si pone al centro della questione di avere un sistema autonomo di Navigazione Satellitare Europeo del tutto indipendente da quello USA. Proprio questa indipendenza sta alla base del progetto stesso che entro il 2019 rivoluzionerà la navigazione terrestre e non solo. Il primo satellite venne lanciato nel marzo 2011, e ad oggi sono stati lanciati e posizionati 15 dei 30 satelliti previsti. Durante il 2016 saranno posizionati i restanti 13 satelliti della Seconda fase del progetto denominata Full Operational Capability, in italiano "piena capacità operativa", che prevede la messa in orbita dei rimanenti 22 satelliti della costellazione che era iniziata il 22 agosto 2014 con il lancio dei primi 2 satelliti FOC. I principali scopi del Programma Galileo saranno una maggiore accuratezza rispetto al sistema NAVSTAR GPS, in quanto la disponibilità di più satelliti permetterà di inviare maggiori segnali radio così da mappare una zona in più direzioni rispetto al GPS, il quale trasmette segnale in tre punti della terra così da effettuare una triangolazione per poi segnalare il punto richiesto. Questo porterà ad eliminare il problema dei “Canyon Urbani”, che è il principale difetto del segnale GPS, in quanto per la densità e altezza dei palazzi il segnale stesso si può disperdere o riflettere verso lo spazio non trovando il dispositivo stesso. Galileo su questo fronte avrà anche un aiuto terrestre che gli verrà fornito dalle reti LTE capaci di triangolare la posizione dell’utente all’interno del Cluster (Zona urbana dove c’è copertura 4G/LTE) e quindi fornire altezza e distanza a terra al satellite permettendo di mappare una posizione precisissima con un errore di circa 3-5m. Questa tecnologia d’integrazione non sarà disponibile fino al 2020 e si pensa che possa evolversi con l’avvento del 5G, fornendo un’ulteriore utilizzo. Per ora il lancio dei sistemi Galileo è previsto per il 2019 con una funzionalità destinata al settore dei trasporti, Energetico e Bancario.

 

I 27 Satelliti orbitanti. 

 

 I servizi offerti dal 2019:

                                                                

- In campo avionico l'avvento del GNSS (Global Navigation Satellite System) porterà alla possibilità di effettuare senza nessun rischio manovre critiche quali atterraggi e decolli anche in condizioni di scarsissima visibilità, portando ad una progressiva riduzione dei sistemi di controllo terrestri (Radar).

- In campo marittimo porterà allo sviluppo dell'AIS (Automated Identification System) il quale aumenterà la sicurezza nella navigazione, grazie all’identificazione delle navi, le quali avranno specifiche info, così da delineare la rotta migliore anche in base alle condizioni atmosferiche.

-In campo Ferroviario, si avrà una completa mappatura della rete ferroviaria, permettendo di localizzare e determinare velocità, distanza dalla stazione successiva ed eventuale ritardo grazie all’uso della sincronizzazione degli orologi atomici. Tutto questo in Italia già avviene con il sistema (SCMT –sistema controllo marcia treni- di Secondo Livello), ma questo uso è riservato solo all’ AV (Alta Velocità), il sistema Galileo permetterà di integrare tutti i servizi e renderli fruibili per qualsiasi mezzo, quindi anche per il trasporto Regionale. Si prevede una prima sperimentazione per le ferrovie tedesche nel 2019 per poi esportarlo in scala Europea.

- Le applicazioni per quanto riguarda il traffico su strada sono tantissime (Traffic Live) ma la più interessante riguarda gli Advanced Driver Assistence Systems, sistemi ad alta automazione integrati in autoveicoli per permettere il controllo delle collisioni, aumentare la visibilità e consentire delle manovre automatizzate a basse velocità.

- Per quanto riguarda il settore energetico, l'uso di orologi atomici può facilitare la sincronizzazione delle linee elettriche facilitando la trasmissione di energia elettrica, può inoltre monitorare le linee e quindi velocizzare il processo di manutenzione delle stesse.

-Sempre grazie agli orologi atomici i satelliti possono rilasciare dei data-stamps (Fatture elettroniche) in modo tale da autenticare transazioni finanziarie effettuate via web.

-Per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, è in atto un progetto per la realizzazione di un numero di emergenza europeo, l'"E-112", questo potrà contare su Galileo per tracciare la posizione di persone in difficoltà. Durante situazioni di crisi, dove la velocità di azione è fondamentale, avere la possibilità di conoscere esattamente la posizione precisa del luogo in cui intervenire è di vitale importanza, basti pensare ad incendi, inondazioni, terremoti.

Gli utilizzi sono molteplici e l’ESA stima che entro il 2019 il progetto sia a pieno regime nei principali paesi Europei (anche in Italia, pioniera di questo progetto). Sul sito dell’ ESA è disponibile un Tutorial che vi permetterà di vedere le principali funzioni in azione. In attesa del 2019 continueremo ad usare il NAVSTAR GPS, che ci ha accompagnato fino ad oggi fornendoci moltissimi servizi, rivoluzionando anche il modo di navigare.

 

 

Finora, le suggestioni sulla ‘carica dei robot’, capaci di soppiantare l’uomo creatore e di asservirlo, sono appartenute al mondo della letteratura o della cinematografia.

L’evoluzione della robotica, però, ci conferma che il loro utilizzo nei mestieri più ‘alienanti’, caratterizzati da compiti ripetitivi, scarsa interazione umana e nessuna creatività può spazzare via tanta occupazione agli esseri umani in carne e ossa.

Uno studio di Frey e Osborne, ricercatori della Oxford University, nel settembre del 2013 prospetta la possibilità che, entro il 2021, il 40% dei lavoratori americani sia licenziato, in quanto sostituito dai robot: percentuale destinata a salire al 47% al 2025; così, secondo altri studi, avverrebbe anche in Gran Bretagna, col 35% di lavoratori a rischio entro il primo quarto di secolo, con una media del 57% nei Paesi OECD e addirittura del 77% in Cina.

Un allarme che viene da lontano: Wassily Leontief, premio Nobel per l’Economia nel 1973, già oltre trent’anni fa metteva in guardia sul processo graduale di robotizzazione, origine di gravi problemi di disoccupazione. L’intelligenza artificiale rischia dunque di mettere KO quella naturale?

Pericoli e soluzioni saranno focalizzati nel corso del seminario: “Robot, Amico o Nemico: lavoriamo, parliamo, digitiamo, dunque siamo?”, organizzato a Firenze, il prossimo 13 maggio, dall’ AI*IA (Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale), con il contributo del Monte dei Paschi di Siena e la media partnership della rivista ‘Media Duemila”, evento che avrà luogo, a partire dalle ore 09:30, presso l’Auditorium dell’MPS in via Panciatichi, 85.

 

Col coordinamento di Maria Pia Rossignaud, direttore di Media Duemila e dopo l’intervento introduttivo del vicepresidente dell’AI*IA, Piero Poccianti, interverranno: Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila (Innamorarsi di “LEI”. L’intelligenza artificiale diventa donna); Amedeo Cesta, presidente dell’AI*IA (Intelligenza artificiale e cambiamenti sociali: un’opportunità, una sfida).

Dopo una dimostrazione con un robot, i lavori riprenderanno con Nicola Costantino, già Rettore del Politecnico di Bari e ora Amministratore Unico dell’Acquedotto Pugliese (Ned Ludd aveva ragione? Tsunami in arrivo sul mondo del lavoro); Luigia Carlucci Ajello, già Direttore del Dipartimento di Ingegneria Informatica Automatica e Gestionale ‘A. Ruberti’ della ‘Sapienza Università di Roma’ (Quo vado: robot mobili e posti fissi); Roberto Pirrone, Professore associato di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università di Palermo (Test di ingresso all’Università: ve la cavate meglio voi o una macchina?).

 

La sessione finale prevedrà gli interventi di Roberto Saracco, Presidente e Node Director dell’European Institute for Innovation and Technology (EIT) Italy (L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più naturale); Paolo Cardoso, psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico e psicologo del lavoro (Aspetti psicologici legati al futuro delle Intelligenze Artificiali e dei Robot) e, infine, via Skype da Harvard, Francesca Rossi, docente ordinario di Computer Science all’Università di Padova (Uomini e macchine: collaborazione possibile).

Il MII band 1, prodotto dalla casa cinese Xiaomi, è un braccialetto contapassi che può anche monitorare il sonno e tenere traccia dell’attività fisica. L’articolo si presenta in una scatola di cartone riciclato al 100% (la casa produttrice ci tiene a dirlo) e si divide in due parti: il cinturino e quella centrale, realizzata in alluminio, su cui sono presenti tre LED che si illuminano al raggiungimento degli obiettivi.

Un'altra funzione molto utile è la sveglia: non bisogna tenere lo smartphone acceso questo consente di risparmiare batteria , questa funzione è molto utile perché la band emette delle vibrazioni quando si è nel sonno leggerò la rilevazione del sonno leggero parte mezzora prima dell’impostazione della sveglia.

Un'altra funzione del Mi Band è quello di segnalare, tramite una forte vibrazione del dispositivo, le notifiche ricevute sul telefono cellulare. Per esempio, quando il cellulare è in carica, oppure quando si riceve una chiamata.

La sincronizzazione avviene in modo molto semplice:basta attivare il Bluetooth sul telefono e poco dopo verranno visualizzati i dati. La sincronizzazione può essere effettuata anche una volta al giorno e non obbliga gli utenti a tenere acceso il Bluetooth dello smartphone sempre, cosa che farebbe calare l'autonomia della batteria. Lo stesso vale anche quando il cellulare è spento: lo SmartBand, infatti, continuerà a memorizzare tutti i dati per poi trasferirli all'applicazione non appena si attiva per la prima volta il Bluetooth. In questo modo però non avremo le notifiche in tempo reale, mentre la sveglia sarà comunque disponibile, se correttamente impostata nell'app dedicata.

L’app a qualche problema soprattutto per gli utenti meno pratici. L'app ufficiale può essere scaricata dagli store degli smartphone
Questa si divide in due parti: Attività e Dati del sonno, oltre ovviamente all'apposito menù impostazioni. Attività si riferisce appunto a tutte le attività svolte nell'arco della giornata: numero di passi, distanza percorsa e kcal bruciate. Ma non solo, perché al termine di un esercizio più intenso (corsa, palestra, partita di basket o a calcio), creerà automaticamente un rapporto molto completo in cui è presente la distanza, i passi, il consumo calorico, le kcal bruciate correndo e camminando, i minuti di corsa ed i minuti delle camminate.

 


Ciò che mi colpisce maggiormente del Mi Band è l'autonomia. Dopo una prima ricarica completa, il dispositivo è rimasto acceso otto giorni, mantenendo ancora l'80% di batteria. Le specifiche ufficiali parlano di più di trenta giorni di autonomia, a seconda dell'utilizzo da parte dell'utente. La forza del Mi Band è che ha le stesse funzioni dei concorrenti a minor prezzo.

Inaugura oggi, 22 febbraio 2016, e durerà fino al 25 a Barcellona il Mobile Word Congress (MWC) nel quale verranno presentati i migliori devices del mondo e verranno esposte tutte le novità . Sicuramente tra i telefoni più attesi c’è il Galaxy S7. Per permettere a tutto il mondo di partecipare a questa attesissima presentazione, la Samsung e la Google sfrutteranno il Google Cardboard e il Samsung VR, con tali mezzi si potrà stare comodamente a casa e assistere alla presentazione.
 
Per quanto riguarda il nuovo Samsung S7 non si sa molto tranne quanto scritto sui vari social. Particolarmente interessante sarà l’accensione con lo sguardo: quando si sposterà l’occhio da una parte all’altra dello schermo, questo scorrerà sulla parte osservata. Una funzione molto simile venne inserita per la prima volta nel Galaxy S3 con la funzione “schermo intelligente” che teneva lo schermo acceso fino a quando non si distoglieva lo sguardo. Altra novità sarà il Water proof che permette la resistenza dello smartphone all’acqua . 
 
Apple,invece, presenterà a settembre un IPhone ancora più sottile e lo schermo sarà realizzato in vetro zaffiro così da avere una resistenza migliore.Il prezzo sale ancora: si parla di una cifra compresa tra i 700 e i 1000 euro giustificata dal nuovissimo schermo a tecnologia 3D. Di recente “Economic Daily News” ha dichiarato che la nuova proprietà permetterà di vedere immagini in tre dimensioni senza l’uso di alcun occhiale. Questa è sicuramente una delle modifiche più significative che Apple apporterà ai suoi già ottimi prodotti: se volete saperne di più …restate connessi!!
 
di Valeria Rubeo e Matteo Benevento

 

Il termine hacker risale al 1920-26 più precisamente fu coniato presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology). All’ epoca il termine hacker significava mettersi in competizione tra studenti per creare progetti; la sua vera etimologia nasce negli anni 60’ dove gli ingegneri del MIT si definivano dei veri e propri hacker facenti parte di un Hacking (Club). Con il tempo questo termine ha subito drastiche evoluzioni trasformandosi da creatore a distruttore della rete, allora perché questo rapido cambiamento? Molti esperti del settore lo definiscono “Complesso di DIO”; in quanto molti hacker si sentono onnipotenti nel decidere della sorte dei dati altrui, poichè questi non hanno la possibilità di difendersi, più o meno come un castigo divino. Questo comporta una radicalizzazione del problema ad una cerchia ristretta di persone che ha fatto di questa malattia la propria vita sociale di ogni giorno, definendo così da una parte Hacker Buoni e Hacker Cattivi. Ritornando al 2015 gli scandali maggiori sono stati provocati da Hacker esperti nel settore che hanno violato molte società e siti di e-commerce (Ebay, Amazon), sottraendo dati per circa 145 milioni di password  ed circa un 1 miliardo di dollari. Lo scandalo maggiore è toccato alla società giapponese Sony che è stata pesantemente compromessa, il che ha portato (fatto inaudito, dicono gli esperti) a disattivare l’intero sistema informatico aziendale per quasi tre giorni. Ciò nonostante, oltre al blocco dei sistemi sono stati trafugati 38 milioni di file, tra cui 10 anni di mail, stipendi, numeri di social security, film ancora non usciti, ed una serie di documenti riservati a vario titolo imbarazzanti o sensibili, oppure addirittura relativi ad altre aziende, un attacco di proporzioni mai viste. Questa è solo una parte degli attacchi DOS,SPOOFING,EXPLOIT che ogni giorno un’ azienda mondiale subisce, un fenomeno in larga scala che si sta rapidamente evolvendo da semplici attacchi DOS a veri e propri attacchi nucleari e terroristici alle nostre società tecnologiche, peggio di quanto un’ innocua tempesta solare provocherebbe.

 

Per questo sono andato a cercare risposte direttamente ad un professionista del settore, lui si fa definire “D0sM3n”.

Qui di seguito la breve intervista:

 

Il soggetto è un ragazzo Americano di anni 24.

 

Io: Pensi che quello che fate sia giusto?

D0sM3n: Ma io non penso nulla di tutto questo. Lo faccio perché prima cosa mi piace, e secondo perché mi faccio una reputazione velocemente.

 

Reputazione? In che senso?

Beh… Diciamo che noi siamo un paio a fare questa cosa. Il migliore è colui che “Spuffa” la rete migliore e ruba anche le carte di credito. Così ti fai una reputazione, più sei bravo meglio è!

 

Hai un lavoro? Cosa fai generalmente al di fuori del computer?

No no… Qui non ho ancora nulla. Sto cercando di farmi avanti presso un paio di aziende, ma vogliono gente laureata in Tecnologia.

 

Non hai finito gli studi universitari?

No faccio l’hacker dall’ età di 17 anni, vivo ancora con i miei genitori. A scuola non ero bravo e quindi ho optato per la via più facile!

 

Ti chiedevo se hai una vita al di fuori del computer.

Non mi piace molto essere sociale, faccio parte di un gruppo di amici con i quali organizziamo tornei alla Xbox o PS, ma tutto sommato non vinciamo molti soldi, ci piace solo per il gusto del gioco.

 

Hai una ragazza? O come la vedi la prospettiva di una famiglia?

Cosa mi stai facendo un interrogatorio? Volevi domande sull’hacker o sbaglio? Lascia fuori la vita privata.

 

Ok. Allora hai mai fatto un attacco contro qualche società o sito internet?

Non sempre. Io nel gruppo mi occupo di spiare la gente. Alle volte cracchiamo i telefoni Android dei nostri amici e gli spiamo WA,FB o TW.

 

Ti piace quello che fai? Lo reputi un lavoro?

Certo, senno che ci farei qui. Bah dipende… Alle volte rubi 200 dollari e ti senti Dio, ma più delle volte dipendo dai miei o dai lavori che faccio di rado. Alle volte vinco dei tornei a COD e racimolo qualche nuovo gioco che vendo per farci un po’ di soldi.

 

Un’ ultima domanda. Pensi che questo progresso tecnologico ti possa portare un lavoro serio, tipo presso un’azienda importante?

Non scherziamo... Devi riuscire a entrare nei loro sistemi e farla davvero grossa se vuoi che ti prendano a lavorare, senno rimani qui con i piedi per terra come sto qui io, adesso.

 

Da questo punto in poi non ha voluto più rispondere alle mie domande.

 

 

Matteo Baldanzini

Giornalista di eTW.

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