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Storie (3)

Gian Luca Comandini (26 anni) sembra  essere l'emblema di quella generazione (i millennials) che, trovandosi sul labile confine tra i lavori tradizionali e quelli che nasceranno con l'evolversi del digitale, si vede costretta a "inventarsi" nuovi lavori, cercando quindi di portare avanti in contemporanea un infinito numeri di progetti. Comandini, per esempio, occupa "soltanto" i ruoli di: membro della direzione presso Hdrà, CEO della società You&Web, cofondatore di AssoBit; docente di Web & Social Media Marketing presso l'università Sapienza e, come se non fosse abbastanza, secondo fonti ben informate, a breve diventerà anche capo della comunicazione strategica Rai.

Come è iniziata la sua carriera lavorativa?

Dopo aver frequentato il Liceo Classico San Giovanni Evangelista mi iscrivo alla facoltà di Economia e Management della LUISS Guido Carli convinto che sarei diventato commercialista, come mio padre. Non amavo molto la matematica ma diventò la mia unica fonte di svago dopo la fine della mia prima importante storia d’amore. Ed è così che tutto ha avuto inizio. 

Deve tutto a quella ragazza quindi?  

Per certi versi sì. Dopo qualche anno di depressione e di approfondito studio dei numeri, infatti avevo trovato delle formule che mi permettevano di calcolare con un’alta percentuale di successo i risultati delle partite di calcio più importanti. 

Si ma… cosa se ne fa di queste formule?

Semplice: le pubblico su una pagina Facebook insieme ad un lungo e dettagliato post di spiegazione circa i dati da prendere in considerazione e la probabilità di riuscita. 

E questa scelta “filantropica” come viene accolta dagli utenti del social network?

Non bene quanto speravo; ma non appena capisco di aver sbagliato strategia comunicativa resetto la pagina, imposto l’anonimato e inizio a pubblicare, ovviamente con largo anticipo, i risultati che ottenevo di volta in volta dalle mie formule. 

Stavolta funziona?

Sì, decisamente. Migliaia di utenti si appassionano e mi ringraziano ma poi, sempre con più insistenza, mi chiedono di uscire allo scoperto per dare una spiegazione logica alle mie profezie.

Alla fine cede?

Impaurito da questi “primitivi haters” decido di iniziare a monetizzare la mia “magia” creando un’app (la prima italiana nell’ambito dei pronostici online) che in poche ore conquista un vastissimo numero di download. 

Come investirà poi i soldi guadagnati? 

Mio padre mi consigliò di non sprecare quei soldi ma investirli in un progetto che trasformasse quella passione in un lavoro vero e proprio. Così contattai i più importanti bookmakers alla ricerca di un'offerta di lavoro che alla fine mi fu proposta da SISAL (Sport Italia Società e Responsabilità Limitata). Non accettai.

Perché?

Accettando il contratto mi sarei dovuto trasferire a Potenza (cosa che però non avevo intenzione di fare) e contrattai con l’azienda per diventare un “affiliate marketing online”. 

Ovvero? 

Mi sarei occupato di procurare nuovi clienti alla Sisal la quale però, avendo già sperimentato questa “fallimentare” strategia di marketing, non aveva alcuna intenzione di accettare la mia controproposta. Tuttavia fu sufficiente azzardare: - O raddoppio il numero dei vostri clienti nell’arco di un mese oppure i pochi che riuscirò a convincere vi saranno “regalati” - per meritarmi una minima parte della loro fiducia. 

Ha fatto bene a rischiare?

Direi di sì. In un mese, grazie soprattutto all’utilizzo dell’app, quadruplicai il numero di affiliati sisal. Dopo aver raggiunto un discreto successo grazie alle scommesse decisi di cimentarmi in qualcosa di completamente nuovo: la politica. 

 

Perché ha deciso di cimentarsi in politica?

Sentivo di avere delle cose da dire ma ero molto giovane e inizialmente non fui preso in considerazione dalle persone. Decisi perciò di rivolgermi ad un partito politico che aveva un potenziale di circa 60.000 elettori. Promisi loro che gli avrei fatto ottenere il doppio dei voti, mantenni la mia promessa e alle elezioni europee del 2014 ottennero 119.000 voti portando alla vittoria Antonio Tajani (l’odierno neo-presidente del parlamento europeo).

Dopo questi risultati le è stata offerta qualche altra possibilità di lavoro?

Sì, mi proposero un contratto ma io rifiutai perché non mi volevo più legare ad una sola società visto le esperienze precedenti.

Sappiamo che lei è un appassionato sostenitore dei bitcoin.

Iniziai a pensare che in un futuro non molto lontano non ci saremmo scambiati più soldi per così dire “fisici” ma virtuali. Quest’idea nel nostro paese fu sottovalutata mentre parallelamente in America un uomo pagò una pizza con i bitcoin. Appena giunse questa notizia in Italia tutti quelli con i quali avevo parlato della mia idea mi ricontattarono. Nel giro di un anno anche i mass media si resero conto di quanto rivoluzionaria potesse essere la moneta virtuale e fondai assob.it per facilitarne la divulgazione e migliorarne l'utilizzo.

Dopodiché approda all'università.

Mi sono proposto di insegnare web marketing all’Università la Sapienza. Fino a quel momento non si era raggiunto il numero minimo di studenti per formare il corso, l’ateneo perciò si era mostrato titubante nell’accogliere la mia proposta. Dopo poco tempo l’università si trovò costretta a chiudere il bando perché vi era stato un eccesso di iscrizioni al corso.

Come passa dal mondo accademico a quello della pubblicità?

Volevo puntare ancora più in alto e creare la prima multinazionale italiana a dare assistenza totale alle aziende per le campagne pubblicitarie. Così facendo si poteva ottenere sia un vantaggio per le aziende, le quali avevano un solo referente in grado di prendersi i meriti ma anche le eventuali colpe di un fallimento, sia per il pubblico che aveva così modo di vedere pubblicità più armoniose.

Progetti per il futuro?

 

Con la Rai stiamo organizzando un concorso aperto ai tutti i ragazzi dai 14 ai 25 stiamo però pensando di allargarlo fino a i 28: “la Rai che vorrei”. Le tre idee di format più belle verranno inserite nel palinsesto Rai. Inoltre mi piacerebbe tanto creare un nuovo ministero: quello dell’Infosfera.

Si sono aperte questa mattina per 75 studenti di diverse scuole romane le porte della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma. A spalancarle, forse il termine più adatto per descrivere l’entusiasmo con cui è stato voluto questo incontro, è stato il Procuratore Generale di Roma, Giovanni Salvi, grazie alla collaborazione nata tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Associazione Nazionale Magistrati, di cui lo stesso magistrato è Vice Presidente. Una sala gremita di idee e curiosità.

Non intendo delineare il profilo umano e culturale di uno dei più autorevoli interpreti del teatro italiano del ‘900: non è questa la sede, non sono io la persona più qualificata e accreditata anche solo per “pensare” di farlo.

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