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Robotica

Robotica (3)

La corsa di un qualsiasi modellino telecomandato finita contro un muro, o quella di un drone radiocomandato che termina in una pozzanghera, non fa notizia.


Può sicuramente causare preoccupazione per eventuali danni importanti causati a persone e cose, o tristezza nei più piccoli che vedono il proprio giocattolo rompersi e i propri sogni frantumarsi appresso. Quello che invece sta accadendo in rete, da qualche giorno, dopo che un impiegato americano ha pubblicato su twitter la foto del robot K5 finito in una vasca d’acqua, è alquanto singolare. Oltre la scontata viralità delle foto, sono i commenti a destare maggiore curiosità. Infatti al robot usato come sorveglianza di alcuni palazzi a Washington DC, annegato nella fontana del condominio mentre compiva un suo giro di ronda, il popolo del web sta riservando interpretazioni sull’accaduto di vario tipo. C’è certamente un nutrito esercito di tweet che propende per una umanizzazione del K5, descrivendo l’accaduto come il primo roboticidio della storia. Al robot poliziotto, dalla forma a missile senza braccia, spione al punto giusto da leggere e memorizzare targhe, ascoltare e registrare dialoghi senza chiedere peraltro il consenso, fotografare volti e corpi, tutti dati da trasmettere costantemente alla polizia, si dà un briciolo di sentimento. A quella capsula Americana, che in Italia il Garante per la protezione dei dati personali avrebbe certamente bloccato bollandolo come fuorilegge della privacy, si sta attribuendo un valore che va oltre il materiale. Anziché derubricare l’accaduto semplicemente come il cortocircuito di una scheda programmata, o di un difetto di progettazione, si pensa e si parla di suicidio, colpa di un lavoro onesto ma monotono e ripetitivo al limite dell’alienante. Qualcuno commenta che addirittura potrebbe essere la vendetta di un alterco con un ubriaco, di due mesi fa, finito poi con l’arresto dell’alticcio, o il senso di colpa scaturito nell’aver urtato per errore un bambino senza peraltro avergli causato danni. Alla fine al rottame elettronico, assistito dai suoi colleghi poliziotti-umani, si sta concedendo la “pietas” degli uomini. Alla paura dell’uomo, verso il robot nemico che ci ruba il lavoro sottopagato e senza conto in banca, si affianca la compassione per il collega interinale sfruttato per un lavoro monotono. A quella presenza puntuta e ingombrante come un proiettile, senza fascino e pure brutta, apostrofato come guardone, forse quello del suicidio è sembrata l’unica strada verso la libertà. Un iniziale percorso dell’intelligenza artificiale, di comprendere stati d’animo come la ripetitività e l’insoddisfazione, se vuole raggiungere e superare quella dell’uomo. Intanto il popolo della rete comincia a provare empatia, compassione e simpatia verso l’odiato-amato robot, prove di comprensione tra soggetti animati e oggetti inanimati. Forse noi uomini stiamo iniziando a metabolizzare la presenza dei collaboratori meccanici visti non più come detrattori di lavoro, ma semplicemente come colleghi simili a noi, che non ci fanno più paura perché temiamo di più l’umanità. In fondo l’amicizia di un robot può essere programmata ma disinteressata, quella di un individuo a volte soltanto interessata. L’epitaffio “riposa in pezzi, ci mancherai” può allora essere l’umana conclusione per una rovinosa caduta in acqua di un collega robot.

Alfonso Benevento

Il Parlamento Europeo ha approvato un quadro di norme per disciplinare il settore della robotica e dell'intelligenza artificiale. Tra i temi più delicati, contenuti nella proposta di legge, compaiono la responsabilità civile e penale dei robot, l'impatto sul mondo del lavoro e risvolti in termini di etica, privacy e tutela dei dati acquisiti e trasmessi da robot. 

Tra le richieste presenti nel Testo compare l'istituzione di un'Agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale (AI) con lo scopo di fornire indicazioni tecniche, etiche e normative, oltre ad un’anagrafe per gli esemplari di robot più avanzati. Si chiede, inoltre, di prendere in considerazione la possibilità di creare un nuovo status giuridico di "personalità elettronica" per i robot, intesi come macchine fisiche  dotate di un certo grado di autonomia e capaci di adattarsi all'ambiente in cui si trovano e di apprendere nuove conoscenze. Questa nuova concezione dei robot come "macchine intelligenti" rappresenta un passo in avanti verso il riconoscimento dei robot come esseri senzienti. In questo senso si chiede alla Commissione di inquadrare i robot in un contesto di responsabilità e di doveri legali.  Una regolamentazione, secondo i deputati promotori, necessaria per sfruttare pienamente il potenziale economico della robotica e delle tecnologie AI e per garantire livelli standard di sicurezza e protezione. A tal proposito, il Testo pone una particolare attenzione al settore dei trasporti, facendo riferimento ai danni causati dalle automobili senza conducente, che non possono essere più considerati come "incidenti tecnici". In questo senso, si chiede nel Testo, l'istituzione di un regime assicurativo obbligatorio, dove si imponga a produttori e proprietari di robot di sottoscrivere una copertura per i danni causati dai robot stessi

Il progresso tecnologico e lo sviluppo di forme di intelligenza artificiale sempre più avanzate, si legge nel Testo, potrebbero presto dare avvio ad una quarta rivoluzione industriale che interesserà tutti i settori economici e che avrà ricadute concrete anche a livello sociale. La robotica da un lato crea numerosi posti di lavoro nel settore della ricerca e dell’innovazione ma dall'altro ne sottrae inevitabilmente in altri settori. La Commissione Europea stima una perdita potenziale di 825 mila posti di lavoro entro il 2020, sottolineando il rischio che l'automazione possa cancellare intere categorie lavorative provocando milioni di licenziamenti. A questo proposito, il Testo suggeriva l'introduzione di un reddito di base a favore dei lavoratori che progressivamente verrebbero sostituiti dai robot.  Quest'ultima proposta è stata bocciata dalla coalizione europea formata da Alde, Ppe e Ecri. Tuttavia, ricorda l'eurodeputata Mady Delvauxprima promotrice del disegno di legge, come lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale sia destinato a salire sempre di più nei prossimi anni con inevitabili ricadute sul mondo del lavoro, invitando a fare finalmente chiarezza in materia. Secondo i dati della Federation of Robotics, le vendite di robot sono aumentate in media del 17% all'anno tra il 2010 e il 2014 e del 29% in tutto il mondo nel solo 2014

Il disegno di legge è stato approvato con 396 voti favorevoli, 123 voti contrari e 85 astensioni ed è ora passato al vaglio della Commissione Europea. Tuttavia, quest'ultima non sarà obbligata a seguire le raccomandazioni del Parlamento, ma in caso di rifiuto dovrà indicarne i motivi. Considerando l’importanza della materia, i deputati promotori pensano che difficilmente ci possa essere un esito negativo. 

Le tre leggi della robotica di Asimov, pubblicate per la prima volta nel 1942 e rimaste finora in ambito strettamente letterario, entrano a far parte della nostra vita. Secondo il Parlamento Europeo è ormai giunto il momento di dibattere circa lo status giuridico dei robot e delle altre tecnologie AI (Artificial Intelligence)  e a questo proposito è già pronta una bozza di legge che sarà votata il prossimo febbraio e che, in caso di voto favorevole, rappresenterà la prima forma di legislazione specifica per i robot.

Il Testo prevede la messa a punto di una serie di norme giuridiche che inquadrino i robot in un contesto di responsabilità e di doveri legali. Una regolamentazione, secondo i deputati promotori, necessaria per sfruttare pienamente il potenziale economico della robotica e delle tecnologie AI e per garantire livelli standard di sicurezza e protezione. A questo proposito, il Testo ha lo scopo di fissare dei paletti per assicurare che l’intelligenza artificiale, in progressivo sviluppo, sia e rimanga al servizio di noi esseri umani. Tra questi, l’implementazione dei cosiddetti “kill switch”, cioè dei meccanismi che disattivino i robot qualora qualcosa andasse storto.

Tra le proposte presenti nel Testo vi l’istituzione di un’Agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale con lo scopo di fornire indicazioni tecniche, etiche e normative, e un anagrafe per gli esemplari di robot più avanzati. Se il testo dovesse essere approvato, in un prossimo futuro, potrebbe essere chiesto ai produttori o ai proprietari di stipulare una copertura assicurativa per i danni causati da robot. A tal proposito, il Testo fa riferimento alle automobili senza conducente, già oggi in commercio, alle quali verrebbe chiesto di aderire ad un fondo per risarcire le vittime di eventuali incidenti. Tra le proposte presenti nel Testo vi è anche la creazione di un nuovo status giuridico di “personalità elettronica” che inquadri i robot (intesi come macchine fisiche dotate di un certo grado di autonomia capaci di adattarsi all’ambiente in cui si trovano e di apprendere nuove conoscenze), in un contesto di responsabilità e di doveri legali. Questa nuova concezione dei robot non solo come macchine fisiche ma anche come “macchine intelligenti”, rappresenta un passo in avanti verso il riconoscimento dei robot come esseri senzienti.

Il progresso tecnologico e lo sviluppo di forme di intelligenza artificiale sempre più avanzate, si legge nel Testo, potrebbero presto dare avvio ad una quarta rivoluzione industriale che interesserà tutti i settori economici e che avrà ricadute concrete anche a livello sociale. La robotica da un lato crea numerosi posti di lavoro nel settore della ricerca e dell’innovazione e dall'altro ne sottrae inevitabilmente in altri settori. A questo proposito, il Testo suggerisce l’introduzione di un reddito di base a favore dei lavoratori che progressivamente verranno sostituiti dai robot. La velocità di accelerazione dello sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale è impressionante ed è destinato salire sempre di più nei prossimi anni. Nel 2014 la crescita media delle vendite di robot è passata dal 17% al 29% in un anno e, negli ultimi dieci anni, le richieste di brevetto nel settore della robotica si sono triplicate. Nel giro di cinque anni, secondo una recente analisi sul mercato fatta sui robot, il fattore moltiplicativo degli investimenti passerà dai venti miliardi di dollari nel 2015 ai 132 miliardi nel 2020. Questi investimenti interesseranno, in particolare, tre settori: l’industria, l’agricoltura e i servizi alla persona. 

Per la prima volta nella storia un organo legislativo sta per discutere una legge di questa entità. Il Testo sarà discusso il prossimo 13 febbraio in Parlamento Europeo e, per essere approvato, dovrà essere votato ad unanimità. Se dovesse passare, saremo un passo più vicini a ciò che Asimov aveva immaginato oltre settanta anni fa.

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