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In italia ben 3 milioni di persone soffrono di problemi legati all’alimentazione, dalle carenze vitaminiche agli eccessi dei grassi e degli zuccheri nel sangue, ma al primo posto tra le più gravi patologie spiccano l’anoressia e la bulimia, i due grandi “killer” dei teenager. I primi sintomi cominciano a manifestarsi in media tra i 15 e i 18 anni, età che negli adolescenti coincidono rispettivamente alla fase sensibile dello sviluppo e a quella dell’autonomia. Alcuni medici credono che l’età delle prime manifestazioni anoressico-bulimiche sia anche più bassa, con manifestazione di sintomi già dagli 8 anni. La più comune delle forme anoressiche è quella “nervosa”, che colpisce il 90% delle ragazze nei paesi industrializzati. Alla base della patologia il cercare di raggiungere standard di bellezza spesso inarrivabili.

A forme disfunzioniali più conosciute come anoressia e bulimia, si sono aggiunti una serie di nuovi comportamenti, ormai, tanto diffusi da essersi guadagnati un posto tra le principali malattie legate al rapporto con il cibo. Questo è il caso della drunkoressia, una forma di squilibrio alimentare nel quale il soggetto, spesso psicologicamente labile o debole, è portato ad assumere grandi quantità di alcolici e, per compensare le dosi di zuccheri ingeriti, salta i pasti e rifiuta cibi solidi, provocando danni permanenti a organi interni quali stomaco, fegato e milza. Più simile a una fobia che a una malattia, è l'ortoressia, in cui l’idea di “mangiare sano” diventa un'ossessione, tanto da non ingerire nulla senza conoscerne gli ingredienti. Al bando grassi, soprattutto i saturi, l’olio di palma, i coloranti, i conservanti, l’eccesso di sale e tutti quelle componenti ritenute dannose per la propria salute.
Non dissimile a questo complesso psico-fisico è poi la bigoressia, atteggiamento pertinente soprattutto ai ragazzi che non vogliono vedersi esili, magri, asciutti, e diventano fervidi sostenitori di diete iperproteiche associate ad anabolizzanti ed eccessivo esercizio fisico. 

Le statistiche associate a queste malattie evidenziano una situazione gravissima in Italia, le cifre sono spaventose: sull’intera popolazione, sono due milioni le donne tra i 19 e i 35 anni che lottano con disturbi alimentari. I numeri parlano chiaro e le testimonianze non tardano ad arrivare. Pochi giorni fa è arrivata l’ennesima notizia di una morte avvenuta per anoressia: una 26enne di La Spezia, è stata trovata in casa priva di vita, distrutta dalla malattia dopo tre anni di cliniche e terapia, schiava di questa “epidemia sociale” che nel nostro Paese ogni anno toglie la vita al 4% dei giovani.

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