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Le tre leggi della robotica di Asimov, pubblicate per la prima volta nel 1942 e rimaste finora in ambito strettamente letterario, entrano a far parte della nostra vita. Secondo il Parlamento Europeo è ormai giunto il momento di dibattere circa lo status giuridico dei robot e delle altre tecnologie AI (Artificial Intelligence)  e a questo proposito è già pronta una bozza di legge che sarà votata il prossimo febbraio e che, in caso di voto favorevole, rappresenterà la prima forma di legislazione specifica per i robot.

Il Testo prevede la messa a punto di una serie di norme giuridiche che inquadrino i robot in un contesto di responsabilità e di doveri legali. Una regolamentazione, secondo i deputati promotori, necessaria per sfruttare pienamente il potenziale economico della robotica e delle tecnologie AI e per garantire livelli standard di sicurezza e protezione. A questo proposito, il Testo ha lo scopo di fissare dei paletti per assicurare che l’intelligenza artificiale, in progressivo sviluppo, sia e rimanga al servizio di noi esseri umani. Tra questi, l’implementazione dei cosiddetti “kill switch”, cioè dei meccanismi che disattivino i robot qualora qualcosa andasse storto.

Tra le proposte presenti nel Testo vi l’istituzione di un’Agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale con lo scopo di fornire indicazioni tecniche, etiche e normative, e un anagrafe per gli esemplari di robot più avanzati. Se il testo dovesse essere approvato, in un prossimo futuro, potrebbe essere chiesto ai produttori o ai proprietari di stipulare una copertura assicurativa per i danni causati da robot. A tal proposito, il Testo fa riferimento alle automobili senza conducente, già oggi in commercio, alle quali verrebbe chiesto di aderire ad un fondo per risarcire le vittime di eventuali incidenti. Tra le proposte presenti nel Testo vi è anche la creazione di un nuovo status giuridico di “personalità elettronica” che inquadri i robot (intesi come macchine fisiche dotate di un certo grado di autonomia capaci di adattarsi all’ambiente in cui si trovano e di apprendere nuove conoscenze), in un contesto di responsabilità e di doveri legali. Questa nuova concezione dei robot non solo come macchine fisiche ma anche come “macchine intelligenti”, rappresenta un passo in avanti verso il riconoscimento dei robot come esseri senzienti.

Il progresso tecnologico e lo sviluppo di forme di intelligenza artificiale sempre più avanzate, si legge nel Testo, potrebbero presto dare avvio ad una quarta rivoluzione industriale che interesserà tutti i settori economici e che avrà ricadute concrete anche a livello sociale. La robotica da un lato crea numerosi posti di lavoro nel settore della ricerca e dell’innovazione e dall'altro ne sottrae inevitabilmente in altri settori. A questo proposito, il Testo suggerisce l’introduzione di un reddito di base a favore dei lavoratori che progressivamente verranno sostituiti dai robot. La velocità di accelerazione dello sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale è impressionante ed è destinato salire sempre di più nei prossimi anni. Nel 2014 la crescita media delle vendite di robot è passata dal 17% al 29% in un anno e, negli ultimi dieci anni, le richieste di brevetto nel settore della robotica si sono triplicate. Nel giro di cinque anni, secondo una recente analisi sul mercato fatta sui robot, il fattore moltiplicativo degli investimenti passerà dai venti miliardi di dollari nel 2015 ai 132 miliardi nel 2020. Questi investimenti interesseranno, in particolare, tre settori: l’industria, l’agricoltura e i servizi alla persona. 

Per la prima volta nella storia un organo legislativo sta per discutere una legge di questa entità. Il Testo sarà discusso il prossimo 13 febbraio in Parlamento Europeo e, per essere approvato, dovrà essere votato ad unanimità. Se dovesse passare, saremo un passo più vicini a ciò che Asimov aveva immaginato oltre settanta anni fa.

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