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Per qualsiasi youtuber riuscire ad ottenere un discreto numero di iscritti e di visualizzazioni non è solo un successo personale ma una vera e propria trasformazione da semplice millennial a “punto di riferimento” per migliaia di ragazzi e ragazze. 

Mantenere una determinata posizione all’interno di una giungla come YouTube può essere davvero difficile vista la flessibilità della “catena alimentare”, tuttavia esistono almeno una decina di ragazzi al mondo per cui la paura di perdere seguaci non rappresenta più un problema. Ma chi sono? E soprattutto… cosa fanno?  

 

 

10) JennaMarbles

 

Jenna Nicole Mourey ha raggiunto più di 16 milioni di iscritti negli ultimi anni realizzando perlopiù vlog che descrivono e commentano alcuni momenti della sua giornata. Grazie al successo ottenuto ha potuto iniziare nuove strade artistiche: quella di attrice (ep. 2 di “Epic Rap Battles of History” e nell’ ep. “Fake n’ Bacon” di “The Annoying Orange”) e quella di produttrice (per il film “Maximum Ride”).

 

 

9) Vegetta777

 

Il canale è curato da un ragazzo spagnolo appassionato di unicorni e videogames. La prima passione non gli ha ancora fruttato molto ma, grazie alla seconda, ha guadagnato la fiducia di quasi 17 milioni di utenti. 

 

 

8) Yuya

 

Nel mondo della moda e del make-up Mariand Castrejon Castañeda è un vero e proprio pilastro. Grazie soprattutto alle interviste apparse su riviste e canali televisivi è riuscita ad influenzare i suoi follower (in maggioranza messicani) più di quanto si possa immaginare. 

 

 

7) Fernanfloo

 

Chi segue questo canale ha solo due certezze: esser certo che nel giro di due o tre giorni potrà vedere un nuovo video, non aver la minima di idea di quale sarà l’argomento scelto da fernanfloo. Come dice lui stessi infatti “cerco solo di divertire ed intrattenere”. 

 

 

6) nigahiga

 

Anche in questo caso accanto alla vita dello youtuber è nata quella di attore. Ryan Higa ha infatti partecipato come protagonista nel film “Ryan and Sean’s not so excellent adventure” ed ha contribuito alla creazione di un lungometraggio intitolato “Agent of Secret Staff”.

 

 

5) VanossGaming

 

Evan Fong (canadese, 24 anni) conta ad oggi più di 19 milioni di iscritti sul suo canale ottenuti esclusivamente grazie alla frequente pubblicazione di collezioni dei momenti più esilaranti che riprende durante le partite ai videogames. 

 

 

4) Smosh

Il duo comico di Ian Andrew Hecox e Daniel Anthony Padilla ha iniziato la propria carriera su youtube nel 2002 e, grazie a numerosi sketch comici, ha raggiunto ormai una tale fama da aver permesso la nascita di due film: “Ghostmates” e “Smosh: The movie”. 

 

 

3) elrubiusOMG

Dalla piccola città di Mijas (Spagna) il videogamer Rubén Doblas Gundersen è riuscito a procacciarsi più di 22 milioni di seguaci. Non c’è quindi da sorprendersi se “Troll” (libro del 2014) sia diventato in poco tempo un bestseller. 

 

 

2) HolaSoyGerman.

Lo youtuber proprietario di questo canale (30 milioni di iscrizioni in sei anni) è invece il cileno Germán Alejandro Garmendia Aranis (26 anni). Sarebbe il vlogger più famoso del mondo, se non fosse per ...

 

  1. PewDiePie

 

Soprannome di Felix Arvid Ulf Kjellberg, 28enne svedese che con i suoi video ha raggiunto 52 milioni di utenti ed ha, secondo la rivista economica Forbes (dicembre 2016), un reddito annuo di circa 15 milioni di dollari. Tra le numerose curiosità che nasconde il personaggio (premi, riconoscimenti, progetti cinematografici e letterari, numerose collaborazioni con associazioni umanitarie) quella che forse più colpisce il pubblico italiano è quella di essere compagno dal 2011 della youtuber veneta CutiePieMarzia.

Gian Luca Comandini (26 anni) sembra  essere l'emblema di quella generazione (i millennials) che, trovandosi sul labile confine tra i lavori tradizionali e quelli che nasceranno con l'evolversi del digitale, si vede costretta a "inventarsi" nuovi lavori, cercando quindi di portare avanti in contemporanea un infinito numeri di progetti. Comandini, per esempio, occupa "soltanto" i ruoli di: membro della direzione presso Hdrà, CEO della società You&Web, cofondatore di AssoBit; docente di Web & Social Media Marketing presso l'università Sapienza e, come se non fosse abbastanza, secondo fonti ben informate, a breve diventerà anche capo della comunicazione strategica Rai.

Come è iniziata la sua carriera lavorativa?

Dopo aver frequentato il Liceo Classico San Giovanni Evangelista mi iscrivo alla facoltà di Economia e Management della LUISS Guido Carli convinto che sarei diventato commercialista, come mio padre. Non amavo molto la matematica ma diventò la mia unica fonte di svago dopo la fine della mia prima importante storia d’amore. Ed è così che tutto ha avuto inizio. 

Deve tutto a quella ragazza quindi?  

Per certi versi sì. Dopo qualche anno di depressione e di approfondito studio dei numeri, infatti avevo trovato delle formule che mi permettevano di calcolare con un’alta percentuale di successo i risultati delle partite di calcio più importanti. 

Si ma… cosa se ne fa di queste formule?

Semplice: le pubblico su una pagina Facebook insieme ad un lungo e dettagliato post di spiegazione circa i dati da prendere in considerazione e la probabilità di riuscita. 

E questa scelta “filantropica” come viene accolta dagli utenti del social network?

Non bene quanto speravo; ma non appena capisco di aver sbagliato strategia comunicativa resetto la pagina, imposto l’anonimato e inizio a pubblicare, ovviamente con largo anticipo, i risultati che ottenevo di volta in volta dalle mie formule. 

Stavolta funziona?

Sì, decisamente. Migliaia di utenti si appassionano e mi ringraziano ma poi, sempre con più insistenza, mi chiedono di uscire allo scoperto per dare una spiegazione logica alle mie profezie.

Alla fine cede?

Impaurito da questi “primitivi haters” decido di iniziare a monetizzare la mia “magia” creando un’app (la prima italiana nell’ambito dei pronostici online) che in poche ore conquista un vastissimo numero di download. 

Come investirà poi i soldi guadagnati? 

Mio padre mi consigliò di non sprecare quei soldi ma investirli in un progetto che trasformasse quella passione in un lavoro vero e proprio. Così contattai i più importanti bookmakers alla ricerca di un'offerta di lavoro che alla fine mi fu proposta da SISAL (Sport Italia Società e Responsabilità Limitata). Non accettai.

Perché?

Accettando il contratto mi sarei dovuto trasferire a Potenza (cosa che però non avevo intenzione di fare) e contrattai con l’azienda per diventare un “affiliate marketing online”. 

Ovvero? 

Mi sarei occupato di procurare nuovi clienti alla Sisal la quale però, avendo già sperimentato questa “fallimentare” strategia di marketing, non aveva alcuna intenzione di accettare la mia controproposta. Tuttavia fu sufficiente azzardare: - O raddoppio il numero dei vostri clienti nell’arco di un mese oppure i pochi che riuscirò a convincere vi saranno “regalati” - per meritarmi una minima parte della loro fiducia. 

Ha fatto bene a rischiare?

Direi di sì. In un mese, grazie soprattutto all’utilizzo dell’app, quadruplicai il numero di affiliati sisal. Dopo aver raggiunto un discreto successo grazie alle scommesse decisi di cimentarmi in qualcosa di completamente nuovo: la politica. 

 

Perché ha deciso di cimentarsi in politica?

Sentivo di avere delle cose da dire ma ero molto giovane e inizialmente non fui preso in considerazione dalle persone. Decisi perciò di rivolgermi ad un partito politico che aveva un potenziale di circa 60.000 elettori. Promisi loro che gli avrei fatto ottenere il doppio dei voti, mantenni la mia promessa e alle elezioni europee del 2014 ottennero 119.000 voti portando alla vittoria Antonio Tajani (l’odierno neo-presidente del parlamento europeo).

Dopo questi risultati le è stata offerta qualche altra possibilità di lavoro?

Sì, mi proposero un contratto ma io rifiutai perché non mi volevo più legare ad una sola società visto le esperienze precedenti.

Sappiamo che lei è un appassionato sostenitore dei bitcoin.

Iniziai a pensare che in un futuro non molto lontano non ci saremmo scambiati più soldi per così dire “fisici” ma virtuali. Quest’idea nel nostro paese fu sottovalutata mentre parallelamente in America un uomo pagò una pizza con i bitcoin. Appena giunse questa notizia in Italia tutti quelli con i quali avevo parlato della mia idea mi ricontattarono. Nel giro di un anno anche i mass media si resero conto di quanto rivoluzionaria potesse essere la moneta virtuale e fondai assob.it per facilitarne la divulgazione e migliorarne l'utilizzo.

Dopodiché approda all'università.

Mi sono proposto di insegnare web marketing all’Università la Sapienza. Fino a quel momento non si era raggiunto il numero minimo di studenti per formare il corso, l’ateneo perciò si era mostrato titubante nell’accogliere la mia proposta. Dopo poco tempo l’università si trovò costretta a chiudere il bando perché vi era stato un eccesso di iscrizioni al corso.

Come passa dal mondo accademico a quello della pubblicità?

Volevo puntare ancora più in alto e creare la prima multinazionale italiana a dare assistenza totale alle aziende per le campagne pubblicitarie. Così facendo si poteva ottenere sia un vantaggio per le aziende, le quali avevano un solo referente in grado di prendersi i meriti ma anche le eventuali colpe di un fallimento, sia per il pubblico che aveva così modo di vedere pubblicità più armoniose.

Progetti per il futuro?

 

Con la Rai stiamo organizzando un concorso aperto ai tutti i ragazzi dai 14 ai 25 stiamo però pensando di allargarlo fino a i 28: “la Rai che vorrei”. Le tre idee di format più belle verranno inserite nel palinsesto Rai. Inoltre mi piacerebbe tanto creare un nuovo ministero: quello dell’Infosfera.

Che YouTube sia diventato uno dei principali concorrenti dei canali televisivi è cosa nota. Ciò che è forse meno noto è l’offerta di “programmi” che la piattaforma web propone, come si sa, simultaneamente e costantemente. Proprio questa caratteristica rende YouTube una sorta di giungla in cui orientarsi non è così banale come si pensa. Anche gli abituali frequentatori del “tubo” infatti potrebbero non conoscerne alcune delle aree più visitate, pur avendole a portata di pochi click.

Il canale di Bello FiGo, dal punto di vista mediatico, ne è stato la prova poiché, solo dopo esser stato mandato in onda durante un programma televisivo, è diventato argomento di discussione di giornalisti, opinionisti e critici che avevano in comune un solo fattore: non avere idea dei contenuti che pubblicano gli youtubers più seguiti al mondo. Al di là di questi nuovi “cantautori-provocatori” vi sono almeno altre quattro categorie che, se si vuole evitare di rimanere increduli la prossima volta che la TV ci propone un “fenomeno del web” o se più semplicemente si vuole sostenere una conversazione “alla pari” con un ragazzo della generazione Z (2000-2010), è necessario conoscere: i reviewer, i gamer, i vlogger e i prankster.

I primi, come è facile intuire, si occupano di recensioni. Sfruttando generalmente l’utilizzo di un’unica inquadratura (ma abilmente “editata”) non fanno altro che riprendersi mentre raccomandano, sconsigliano o confrontano uno o più determinati oggetti tra quelli che appartengono ai trend topic della “retevisione” vale a dire tech, movies e games; i cui “massimi esperti” sono Andrea Galeazzi, Yotobi (anche se da un paio d’anni ormai sta sperimentando anche altri format) e Quei due sul server.

Tra coloro che si riprendono mentre giocano ai videogames invece i punti di riferimento sono Pewdiepie, Favij e St3pny dei Mates. Fino a qualche anno fa avevano principalmente pubblico di sesso maschile ma grazie ai libri (“This book loves you” - Pewdiepie, “Sotto le cuffie” - Favij e “Veri amici” - Mates) e numerose interviste stanno accrescendo sempre più il numero degli iscritti ai loro canali.

Non hanno questo problema invece i vloggers come iPantellas, ilvostrocaroDexter e Greta Menchi che, ispirandosi a momenti della vita quotidiana, creano 5-10 di puro divertimento. (In questo caso i rispettivi libri sono “Mia madre è satana”, “Tutta colpa del denaro” e “Il mio libro sbagliato”).

Quando un video però non è semplicemente divertente ma risulta essere quasi surreale ed esilarante con buone probabilità sarà realizzato da un prankster che, seguendo i modelli di Frank Matano e di theShow, riprende i suoi scherzi più o meno riusciti per poi condividerli in rete.

In realtà gli “esemplari” di questa giungla sono molti di più di quelli descritti finora. Tra i vlogger infatti non si possono omettere Willwoosh, TheFrenchmole, Daniele Doesn’t Matter, Nirkiop, Michael Righini, Fancazzisti ANOnimi, The Jackal e nonapritequestotubo; e ciò vale anche per i gamer CiccioGamer89, SurrealPower, Vegas, Anima, e GaBBoDSQ, per i disegnatori Scottecs e Marcello Barenghi e le fashion vlogger CutiePieMarzia e ClioMakeUp. C’è in effetti un vero e proprio mondo dietro YouTube. Un mondo che si sta espandendo al ritmo di 300 ore (di video) al minuto e che, come è evidente, sta svolgendo sempre più la funzione di gavetta per i prossimi personaggi dello spettacolo. 

Si è svolta al Roma Web Fest  la prima ricerca da parte di Focus Media (Fondazione per il sostentamento) mirata a raccogliere dati sul nuovo fronte delle visualizzazioni online, soprattutto nei confronti degli youtuber. Svoltasi tra aprile-settembre 2016 , la ricerca ha preso in considerazione moltissimi aspetti di youtube, molti dei quali mirati a conoscere le abitudini degli stessi youtuber ma anche a creare una mappa dei contenuti ritenuti originali; come le Web Series, che in meno di tre anni hanno spopolato sul web, l’esempio più lampante è la produzione di Freaks.

La ricerca ha messo in evidenza come sul territorio italiano ci siano moltissimi contenuti creativi ritenuti validi ai fini di finanziamenti da parte delle major Cinematografiche. Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic, ha preso atto che questa manifestazione, giunta alla quarta edizione quest’anno, sia territorio di moltissime produzioni originali. Sky Italia vuole puntare sui contenuti che verranno presentati al festival e per questo è divenuta sponsor primario offrendo un contratto di investimento al miglior prodotto presentato. Visca ha definito la differenza sostanziale tra pubblico Tv e Web indicando come quest’ultimo voglia moltissimi contenuti originali. Il pubblico del web, oltre a essere esigente nei confronti dei creators (Youtuber) sa essere alquanto distruttivo, rispetto ad un pubblico Tv, che non potendo commentare il contenuto, non può modificarne la destinazione. Ciò significa che i creators si basano molto sui giudizi dei propri iscritti e reputano molto importante questa relazione con l’utente. Un altro aspetto analizzato è il rapporto dal produttore al consumatore: dietro la creazione di un film ci sono dalle 400/500 persone, che, dividendo i propri ruoli, riesco a creare un prodotto. La Indigo Film e lo stesso Visca, fanno notare come gli stessi creators siano produttori, registi, filmaker, montatori, truccatori e sceneggiatori, fanno tutto da soli e riescono a portare un prodotto originale sul mercato nello stesso tempo di una casa cinematografica. "Certo - commenta Visca - che la qualità dei mezzi non  sono le stesse, ma le idee che vengono messe in campo rispecchiano molto una figura professionale". Molti ci chiedono se sia davvero un lavoro stare dietro al Pc a fare Gameplay, recensioni e Film amatoriali; a questa domanda rispondono le K4U e Human Safari che fanno notare che i guadagni in termini di rientro dei costi non esistono a meno che tu non ti chiami Casey Neistat o PewDiePie. Nemmeno FaviJ, fra i più famosi youtuber italiani, riesce ad avere tante visual quanto i suoi colleghi americani. Human Safari dice che il terreno di Youtube Italia è ancora fertile e molto immaturo perché delle molte produzioni originali non si è incentivati quanto Yotube USA, che mette a disposizione moltissimi mezzi per creare la stessa qualità di una Major Cinematografica. "Quindi se per ora viene considerato un lavoro per molti, per noi Youtuber è solo un Hobby e per questo non siamo esclusi dall’andare al lavoro. Un giorno il nostro pubblico andrà via per un’idea migliore e noi saremmo costretti a cambiare - conclude Human Safari -  il creators o lo youtuber non è un lavoro vero è solo un hobby che cerchiamo di far diventare un lavoro, ma per ora nella nostra società siamo visti solo come nullafacenti e per questo prima di avviare una vera professione nel making of, bisognerà cambiare mentalità e soprattutto mettere a disposizione delle scuole che facciano risaltare le nostre capacità".

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