Login

La sera del 7 novembre la Tour Eiffel a Parigi e la Tour Hassan a Rabat si sono illuminate di verde in contemporanea. Si è aperta così la 22esima edizione della conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP22) che proseguirà fino al prossimo 18 novembre e che avrà come principale obiettivo quello di cominciare a mettere in pratica quanto deciso lo scorso dicembre con l’Accordo di Parigi sul clima (Paris Agreement).

L’Accordo, che entrerà ufficialmente in vigore nel 2020, prevede di fermare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C dai livelli preindustriali, con volontà di contenerlo entro gli 1,5 °C. Inoltre, l’Accordo stabilisce di rivedere gli impegni dei singoli Stati firmatari ogni cinque anni per migliorare i livelli già raggiunti, e di investire 100 miliardi di dollari ogni anno in programmi climatici nei Paesi in via di sviluppo. Nella COP22 in corso a Marrakech si dovrà definire in che modo monitorare i flussi finanziari che andranno a vantaggio soprattutto dei paesi del Sud del mondo, ovvero quei paesi che meno contribuiscono alla lotta ai cambiamenti climatici, ma che ne pagano maggiormente le conseguenze.

Il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), nel suo ultimo rapporto sulle emissioni globali di C02, sottolinea che l’Accordo di Parigi sul clima non è sufficiente. Il rapporto rileva che, con gli impegni presi finora, entro il 2030 i gas serra raggiungeranno comunque le 54-56 Giga-Tonnellate (Gt) di biossido di carbonio equivalente, cioè ben al di sopra del tetto delle 42 Gt, individuato dagli scienziati come limite affinché si possa contenere il riscaldamento globale entro i 2°C. Questo significa, spiega l’UNEP, che anche se gli obiettivi dell’Accordo di Parigi saranno pienamente raggiunti, le emissioni antropiche porteranno comunque il Pianeta verso un aumento della temperatura globale che oscillerà tra i 2,9 e 3,4 °C con conseguenze ambientali disastrose: ondate di calore, inondazioni e periodi di siccità sempre più frequenti ed intensi, impatti sulle specie animali e vegetali, una maggior diffusione delle malattie. Uno studio onnicomprensivo sui dati del cambiamento climatico, pubblicato su Science, svela che l’aumento di un 1°C in più rispetto ai livelli attuali avrebbe gravi ripercussioni su oltre l’80% della biodiversità globale. Secondo un rapporto della Banca Mondiale, invece, presentato in questi giorni alla COP22, le catastrofi naturali già oggi provocano ogni anno perdite per circa 520 miliardi di dollari e spingono alla povertà 26 milioni di persone in tutto il mondo.

L’Agenzia Metereologica delle Nazioni Unite (WMO) ha reso noto che il 2016 sarà molto probabilmente l’anno più caldo della storia del nostro pianeta (record già raggiunto nel 2015), con un aumento di 1,2 °C rispetto ai livelli preindustriali. Il fenomeno de El Niño ha contribuito a questo risultato, fa sapere l’Agenzia, anche se la causa principale rimangono i gas serra di origine antropica, soprattutto dal settore dei trasporti e dalle attività agricole e agroalimentari.

L’allarme Climate Change, tuttavia, non sembra finora avere avuto l’effetto sperato sulle decisioni dei governi dei paesi più inquinanti. La Cina, ad esempio, che rappresenta il 30% delle emissioni di CO2 globali, ha espresso la volontà di ridurle notevolmente ma solo a partire dal 2030. L’India, invece, ha approvato un piano che consentirà di triplicare le sue emissioni entro il 2030 che, secondo le stime del Governo Indiano, rappresenterebbe un miglioramento poiché, senza questo piano, le emissioni sarebbero aumentate di sette volte. Gli Stati Uniti, al contrario, hanno programmato un piano di riduzione ambizioso che prevede, entro il 2025, un taglio delle emissioni di CO2 tra il 26% e il 28% rispetto ai livelli del 2005. Tuttavia, il piano, predisposto dall'amministrazione Obama deve essere riconfermato dal neo-eletto presidente Donald Trump che, secondo alcune autorevoli agenzie di stampa, avrebbe affermato, di volere rinegoziare i precedenti accordi stabiliti da Obama. 

Dopo la prima settimana di negoziati, si è tenuta il 15 novembre la prima sessione della Conferenza delle Parti dell’Accordo di Parigi (CMA1) alla quale hanno partecipato 196 delegati dei vari Paesi firmatari e durante la quale si sono cominciate a definire le misure di attuazione degli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima. L’Italia ha potuto partecipare solo come “osservatore” poiché ha ratificato l’Accordo soltanto tre settimane fa. Infatti alla CMA1, come da regolamento, hanno potuto partecipare soltanto i paesi che hanno depositato la loro ratifica prima del 14 ottobre. In ogni caso, per rientrare nell’obiettivo dei +2°C, l’Italia deve attuare entro il 2020 una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990. Se invece volesse raggiungere l’ambizioso obiettivo +1,5°, deve tagliare le emissioni del 38% sempre entro il 2020.

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) muoiono ogni anno oltre 7 milioni di persone nel mondo per cause legate all'inquinamento atmosferico e il numero è destinato a crescere annualmente di 250mila morti in più a partire dal 2030. Dati alla mano ora spetta ai governi dei Paesi che aderiscono alla COP22 essere più rigorosi nel diminuire i consumi energetici, più decisi nella lotta al cambiamento climatico e più risoluti nella salvaguardia del pianeta. 

Mercoledì 16 marzo 2016 si è tenuta, presso l’Auditorium del Goethe Institut di Roma, la settima edizione della manifestazione culturale “Note di Merito”. Tema fondante dell’evento, il riconoscimento e la valorizzazione del merito non solo degli studenti ma anche dei docenti, dei dirigenti scolastici e delle varie personalità che si sono distinte nel mondo della cultura e della scuola.

L’evento è stato condotto da Mario Rusconi, presidente di ANP Lazio e Giancarlo Galanti (ANP). In occasione dell’evento sono stati assegnati il Premio “Romei”, assegnato dall’ANP a dirigenti, docenti,  giornalisti ed altre personalità distintesi nella loro attività professionale, e il Premio “Associazione Levi-Montalcini” portato avanti da Piera Levi-Montalcini, presidente dell’associazione Levi-Montalcini, attiva nell’ambito della divulgazione e della comunicazione scientifica, e del periodico telematico eTutorWeb.

L’evento si è svolto sotto l’egida dell’Ufficio Scolastico Regionale Lazio e dell’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) nonché del Goethe Institut che ha ospitato la manifestazione.

Il Premio Romei è stato assegnato a insegnanti e dirigenti scolastici che si sono distinti nell’ambito della formazione, a giornalisti che affrontano la tematica scolastica e ad altre personalità che si sono distinte nel mondo della cultura e della ricerca. Il Premio “Associazione Levi-Montalcini” è stato invece assegnato a personalità che si sono distinte nella diffusione della cultura scientifica in ambito scolastico.

Tra le autorità che hanno ricevuto il premio “Romei” 2016, Renzo Gattegna, presidente dell’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane), Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto Treccani, Luigi Berlinguer, presidente del Comitato per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Franco di Mare, giornalista Rai, Elisabetta Mancini, dirigente della Polizia di Stato e responsabile di progetti e iniziative di educazione stradale rivolti ai giovani, Franca Golisano, rappresentante della Federazione Medici Pediatri Italiani, Lucio Fumo, presidente del Comitato Nazionale Italiano Musica, e Lorena Loiacono, giornalista del “Il Messaggero” e “Leggo”.

Il premio “Associazione Levi-Montalcini” è stato invece consegnato a Walter Santilli, professore ordinario presso l’Università “La Sapienza”, e ad una classe quarta del Liceo classico “Pilo Albertelli” di Roma.

Infine sono state consegnate borse di studio a studente brillanti che si sono distinti nei loro percorsi di studio dalla scuola primaria all'Università.

All’evento ha partecipato inoltre il coro degli studenti del Liceo “Isacco Newton” di Roma che, in apertura dei lavori, ha eseguito l’Inno di Mameli e l’Inno alla Gioia insieme con altri studenti che si sono poi alternati suonando durante la premiazione.

 

 

Video









Vai all'inizio della pagina