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Dal Bar Europa
con Michele Gerace
La tecnologia, l'intelligenza artificiale e l'enorme disponibilità di dati
che rappresentano una grande opportunità ci stanno restituendo l'illusione
del controllo. Una vecchia tentazione quella di rendere prevedibile tutto,
di gestire la complessità, di eliminare la possibilità dell'errore. Espulso
completamente l'errore, perdiamo l'umanità. Miniamo la società nella sua
struttura più profonda. Ma ragionare sulla complessità, significa provare
ad abitarla. L'errore non è solo la base su cui si fonda la scienza.L'errore sta dietro la possibilità di spezzare le catene dalla tradizione,
di rigenerarci. L'errore è la possibilità di svincolarsi dalle logiche di
separazione del sapere che caratterizzano i sistemi educativi e che ci
rendono meri esecutori di funzioni. Omologati e omologabili. D'altronde, la
conoscenza, come osserva Canguilhelm, si annida negli errori della vita e
la possibilità dell'errore è ciò che ci caratterizza come esseri umani. Ne
abbiamo parlato nel Bar Europa al ROCK NIGHT SHOW con Piero Dominici
sociologo, filosofo e direttore scientifico del Complexity Education Project
Buon ascolto!


 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Dove c'è ignoranza, c'è pregiudizio. Dove c'è pregiudizio, c'è paura. Ne
abbiamo parlato nel Bar Europa al ROCK NIGHT SHOW con Paolo Masini e Jenni Perlangeli in occasione della presentazione del cortometraggio "Gancio Cielo"
al MigrArti
- La Cultura Unisce
Buon ascolto!



 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Se smettiamo di attribuire importanza fondamentale a principi e diritti,
lasciamo prevalere una certa "morale pubblica" che non fa differenza tra
ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Sia che si tratti del nostro
rapporto tra esseri umani, tra specie diverse o con intelligenze
artificiali, la morale pubblica giustifica il primato della tecnica sulla
morale, della "scienza esatta persuasa allo sterminio" descritta da
Salvatore Quasimodo in "Uomo del mio tempo". E' procedurale. Il bene ed il
male non hanno nessuna importanza. Purché sia rispettata una legge, una
procedura, in generale, la forma, ogni cosa, anche la più abietta, è
consentita. Al contrario, credere nell'esistenza di principi e diritti
fondamentali, affermarli, tutelarli, farsene carico ogni giorno, è la
premessa, sia pure in rapporto alle altre specie o ai robot, per essere
umani. Ne abbiamo parlato nel Bar Europaal ROCK NIGHT SHOW con
don Vittoradolfo Tambone, professore di Bioetica alla Università Campus
Bio-Medico di Roma
Buon ascolto!



 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Esiste un luogo in cui il valore del vivere insieme ed in pace, tra
diversi, si conserva e si rinnova. Come scrive Giuseppe Tesauro sul bel
volume "L'Europa dei Diritti" curato da Giacomo Gattinara e Fabio Pappalardo,
tra le istituzioni europee, la Corte di Giustizia dell'Unione europea è
quella che più di tutte rappresenta l'Europa del cittadino comune. Ne
abbiamo parlato nel Bar Europa al ROCK NIGHT SHOW con Daniele Domenicucci, referendario presso la Corte di giustizia dell'Unione europea
Buon ascolto!



 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Questi siamo Monica , Emanuele, Tanguito ed io vestiti da Babbo Natale davanti ad   
un albero di Natale.
Ciascuno di noi non avrebbe dubbi. Ma un extraterrestre che non sa cos'è il
Natale, vedrebbe quattro terrestri, per l'esattezza tre bipedi e un
quadrupede, con in testa un cappello rosso con sulla punta un fiocco bianco
come la barba. Dietro di noi scorgerebbe un grande albero con tante luci
accese. Scambiato un saluto e fatte le opportune presentazioni conoscerebbe
i nostri nomi. Affinché capisca che di solito non andiamo in giro in questo
modo e che l'albero sullo sfondo ha un valore simbolico, dovremmo
spiegargli cosa è il Natale e quali sono le rappresentazioni più popolari.
A questo punto saprebbe che siamo vestiti da Babbo Natale davanti ad un
grande albero di Natale. Il nostro rapporto con il Natale e
l'extraterrestre è un esempio che mostra, vista la foto, in modo
decisamente maturo, che ciò che è ovvio per noi non è detto debba esserlo
allo stesso modo per tutti. Il concetto del Natale sembra scontato anche se
non lo è. Mi riferisco al senso profondo che ha e a in quanti, me compreso
a volte, lo intendiamo con superficialità, oppure a quante volte ci
facciamo idee, giudichiamo senza conoscere chi abbiamo davanti o senza
sapere di cosa parliamo. Il fatto è che quando cominciamo a pensare, la
realtà diventa meno scontata e più complessa. Osservarla, leggerla,
comprenderla, significa immergersi nel mondo che abitiamo. Abbiamo iniziato
a parlarne assieme agli studenti del Marconi Lab CV,a Vittoradolfo Tambone
e a Stefano Greco nell'incontro della Scuola sulla Complessità organizzato con la Contaminaction University grazie a Edoardo Bellafiore , Nicola Camillo e
Giordano Ferrari, e abbiamo continuato nel Bar Europa  al ROCK NIGHT SHOW
con Andrea Carroccio, docente di storia e filosofia al Liceo scientifico Blaise Pascal di Pomezia. Buon ascolto e Auguri a tutti!


 
 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Si chiama Patria quel luogo in cui abitiamo, al quale sentiamo di
appartenere per nascita, lingua, cultura, storia e tradizioni. Questa è la
definizione che ne dà la Treccani. Penso ai quartieri, alle città, alle
Regioni, al Paese, al continente, in cui siamo nati, cresciuti, arrivati,
in cui viviamo. Siamo europei per dato di fatto. Ne abbiamo parlato nel Bar
Europa al ROCK NIGHT SHOW con Antonio Argenziano, segretario nazionale della Gioventù Federalista Europea Gfe/Jef Italy
Buon ascolto!




 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
Il lavoro culturale e creativo è un lavoro come tutti gli altri. Non è un
hobby. L'equivoco è generato dal fatto che se hai un mestiere, svolgi una
professione, presti servizio presso un'amministrazione o un'azienda, e fai
bene il tuo lavoro, è cosa buona è giusta che tu sia pagato. Diversamente
se lavori in ambito culturale e sei bravo sembra cosa buona e giusta che
invece di essere pagato tu debba essere ripagato esclusivamente del tuo
stesso entusiasmo. Una delle domande più frequenti che chi lavora in ambito
culturale si sente fare è "Qual è il tuo vero lavoro?" Niente di più
superficiale e sbagliato. Il lavoro culturale e creativo differisce dagli
altri lavori per molti aspetti ma per un verso è uguale a tutti gli altri.
Richiede impegno, dedizione e competenza. In particolare, insistenza e
perseveranza. Un progetto culturale, un'idea che si fa progetto e trova la
sua realizzazione, genera valore. Tutto questo prima ancora di essere una
storia da vivere e raccontare, è lavoro. E per realizzare un progetto
bisogna essere in un certo qual modo un po' punk. Ne abbiamo parlato nel Bar
Europa al ROCK NIGHT SHOW con Marzia Santone, senior officer del Creative Europe Desk Italia Ufficio Cultura.
Buon ascolto!



 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace
La scienza dice moltissimo, e speriamo possa dire sempre di più, su noi
stessi e sul mondo. Moltissimo ma non tutto. Dice molto poco su di noi in
rapporto agli altri e al mondo. Forse perché ciò che sappiamo e che
possiamo sapere non si limita esclusivamente a ciò che è possibile
sperimentare con metodo scientifico, ma si estende all'esperienza che
sfugge ad una verifica scientifica e che quotidianamente facciamo degli
altri e del mondo. Insieme agli altri nel mondo. Ne abbiamo parlato nel Bar
Europa al ROCK NIGHT SHOW con Giovanni Organtini, professore associato di fisica sperimentale alla Sapienza Università di Roma e promotore del programma Art & Science across Italy
Buon ascolto!


 
 
 
Dal Bar Europa
con Michele Gerace   
Non può essere un confine a stabilire se siamo esseri umani o rifiuti
umani. Ai nostri occhi il cittadino, lo straniero e il migrante non sono la
stessa persona. Allo straniero attribuiamo quell'aura esotica di chi viene
da altrove e poi va via, al migrante non riconosciamo alcuna dignità. Il
cittadino è l'esclusivo proprietario del territorio nazionale in cui abita.
Questo è ciò che molti di noi pensano. Che esiste una società di serie A
costituita, secondo noi, da persone rispettabili ed una società di serie B
costituita, sempre secondo noi, da reietti. Niente di più falso, ottuso e
vacuamente ideologico. Dobbiamo cambiare prospettiva. Considerare
l'importanza, né teorica né pratica ma politica, di ritenerci tutti
"stranieri residenti". Essere "stranieri residenti" è un ossimoro che fissa
il principio per il quale, al di qua e al di là di qualsivoglia confine,
siamo tutti esseri umani. Significa ripensare l'abitare e il risiedere.
Eleggere affinità non con l'avere ma ha con l'essere. Ne abbiamo parlato
nel Bar Europa al ROCK NIGHT SHOW con Donatella Di Cesare, allieva di Hans
Georg Gadamer, a sua volta uno dei più grandi allievi di
Martin Heidegger, filosofa, professoressa di Filosofia del Linguaggio e
Filosofia Teoretica alla Sapienza, e autorevole firma del Corriere della
Sera
Buon ascolto!


 
 
Periodico telematico di cultura digitale
Reg. trib. Roma n. 222 del 29 settembre 2014
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